Pare proprio che le
vicende italiane siano caratterizzate da cicli storici ventennali: a
parte il periodo che viene per antonomasia individuato come «il
ventennio», in un arco di tempo ventennale si distendono il periodo
della «sinistra storica» e quello «giolittiano» (qualche anno in meno,
se si data dall’Unità, quello della «destra storica») e, senza voler
forzare le simmetrie, anche i primi vent’anni di Repubblica sono
caratterizzati, pur nelle loro diversità, da elementi portanti (il pieno
dispiegarsi della democrazia dei partiti di massa, la parola d’ordine
dell’attuazione costituzionale), che entreranno successivamente in
crisi. Il ventennio che congiunge il secolo presente a quello passato
non fa eccezione rispetto a tali partizioni. Il volume considera proprio
quest’ultimo periodo, offrendo una riflessione a tutto campo nella
prospettiva del diritto costituzionale: muovendo dalla convinzione che
sia venuto il tempo di interrogarsi sui lineamenti del diritto
costituzionale italiano degli ultimi vent’anni, dalle trasformazioni nel
modo di intendere la Costituzione al sistema delle fonti del diritto,
dal funzionamento della forma di governo al ruolo dei partiti e alla
tutela dei diritti, dagli organi di garanzia (Magistratura, Autorità
indipendenti e Corte costituzionale) alle autonomie territoriali, dai
rapporti con la dimensione sovranazionale ai dibattiti sulle
problematiche della guerra e della laicità.