L'odium regni a Roma tra realtà politica e finzione storiografica
Federico Russo - Pisa University Press, 2015
L'avversione
radicale dei Romani per l'ordinamento monarchico in ogni sua forma,
come eredità indelebile della cacciata dei Tarquini, è un topos
ricorrente nelle fonti antiche ed è stato a lungo accolto come un dato
di fatto indiscusso anche nella riflessione storica moderna. Non sono
mancati, tuttavia, tentativi di storicizzare questo sentimento,
ricostruendone in modo meno schematico e apodittico la nascita e
l'evoluzione. In questa ottica si è per lo più sostenuto che il concetto
di "odium regni" si sia affermato solo a partire dagli ultimi decenni
del II sec. a.C., in relazione con la lotta politica e i contrasti
ideologici legati via via a figure controverse come i Gracchi, Silla e
Cesare. Federico Russo propone ora, con una serie di analisi puntuali e
convincenti, di anticipare questa genesi alla fine del III o agli inizi
del II sec. a.C. e collegarla ai contrasti intorno a uomini politici
come C. Flaminio, Q. Fabio Massimo e Scipione Africano, mettendo al
contempo in luce anche l'uso pragmatico e spregiudicato che i Romani
fecero della distinzione greca tra re e tiranno nelle relazioni col
mondo greco nell'età delle guerre in Oriente. L'opera si articola in
otto saggi, strettamente connessi l'uno con l'altro secondo un disegno
limpido e organico, che ha il pregio di essere sempre basato su
un'analisi approfondita e rigorosa di tutte le fonti disponibili.