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lunedì 15 marzo 2010

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Carla Bagnoli
L'autorità della morale



Le ragioni morali sembrano avere un’autorità peculiare. Non solo accordiamo loro un’importanza fondamentale, ma pretendiamo anche che gli altri riconoscano loro la stessa autorità. Come si spiega questo fenomeno? Carla Bagnoli sostiene che le ragioni morali hanno un’autorità incondizionata perché siamo animali autoriflessivi, capaci di sostenere un ideale personale di autonomia. L’autonomia non è una proprietà metafisica del volere, ma un’attribuzione di responsabilità che ci consente di formulare e affrontare i problemi derivanti dalla nostra vulnerabilità e limitatezza. Pensarsi autonomi significa pensarsi capaci di ragionare secondo principi che gli altri possono condividere e di sostenere relazioni informate dal rispetto e dal riconoscimento reciproco. Questo ideale morale di autonomia sta a fondamento della nostra identità e integrità. La vita immorale è dunque riflessivamente insostenibile, e ha un costo altissimo che è morale e psicologico a un tempo: la mancanza di integrità. Ci preme essere morali perché ci preme essere individui integri. La mente morale è una mente dialogica. La ricerca dell’integrità ci impegna continuamente al dialogo con gli altri. Essi si pongono come vincoli sulla nostra deliberazione, e quindi la riflessione informata dall’ideale di autonomia raggiunge esiti che sono sempre suscettibili di critica e costitutivamente vulnerabili agli altri.

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Giovanni Ziccardi
Il diritto al cinema
Cent'anni di courtroom drama e molodrammi giudiziari



Dopo aver vagliato oltre ventimila film e averne visionati quasi cinquecento a tema giuridico, l’Autore ne ha scelti circa duecento per tracciare un primo percorso di visione interessante non solo per il giurista, ma anche per il cinefilo tout court e per il semplice appassionato di trame a sfondo legale. La scelta è spaziata dal cinema d’essai al trash italiano, dalla tradizione cinematografica nostrana a quella internazionale, dal periodo del muto e del bianco e nero all’era degli effetti digitali, dagli inizi del Novecento ai giorni nostri, da film facilmente reperibili a opere rare o non più trasmesse nei grandi circuiti. Da In nome della legge a La parola ai giurati, da La Pretora a Il verdetto, da Anatomia di un omicidio a Il buio oltre la siepe, da Rashômon a Orizzonti di gloria, da Testimone d’accusa a Kramer contro Kramer, le recensioni dei film sono arricchite e annotate con spunti d’interesse per il giurista, con la critica cinematografica piùautorevole, con le trascrizioni fedeli dei dialoghi maggiormente espressivi e delle arringhe più celebri e con informazioni essenziali sui registi e attori più importanti.

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Luisella Battaglia
Bioetica senza dogmi

Un orizzonte popolato dai nostri progetti di vita, dalle nostre utopie, ma anche dalle nostre anticipazioni della felicità: molte sono le figure che caratterizzano l'ideale di una "fioritura", di un'esistenza realizzata in tutte le capacità che un essere umano considera degne di attuazione. L'idea di una "buona vita", di antica ascendenza aristotelica, ma oggi riproposto dall'approccio delle capacità in una prospettiva liberale, ci aiuta a comprendere ciò che ci accomuna tutti ma, insieme, ci fa prendere coscienza del carattere irriducibilmente personale delle scelte che ognuno è chiamato a compiere. Se la categoria di capacità appartiene, per la sua apertura universalistica, a ogni cultura e rinvia, in senso forte, a un'identità di specie, è in grado di salvaguardare nel contempo il valore delle differenze linguistiche, religiose, culturali, giuridiche - in un mondo globalizzato. "Prendere sul serio le differenze" - a partire da quelle di genere - consente di aprire nuovi percorsi nella bioetica, di ripensare il rapporto tra i "diritti" e la "cura", di guardare al nostro prossimo oltre la prossimità spaziale, temporale e di specie. L'estensione delle richieste della giustizia al di là delle frontiere geografiche, delle barriere tra le generazioni e verso gli animali non umani asseconda una spinta etica intrinseca allo stesso umanesimo e configura il nuovo scenario aperto all'esercizio della nostra ragion pratica.

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a cura di Filippo Del Lucchese
Storia politica della moltitudine
Spinoza e la modernità



"La differenza fra me e Hobbes, della quale mi chiedete - scrive Spinoza a un suo ansioso e preoccupato corrispondente - consiste in questo, che io continuo a mantenere integro il diritto naturale e affermo che al sommo potere in qualunque città non compete sopra i sudditi un diritto maggiore dell'autorità che esso ha sui sudditi stessi, come sempre avviene nello stato naturale". Negli anni Settanta del XVII secolo, nel cuore dell'epoca contrattualistica e agli albori del liberalismo moderno, la sfida viene così lanciata: è possibile - e anzi necessario - per Spinoza pensare la sovranità in un rapporto di assoluta immanenza alla comunità politica, concepire lo Stato come subordinato al diritto, immaginare la potestas come una funzione e un'espressione della potentia. La libera moltitudine non è più rivolta verso il volto rassicurante del sovrano, come nel frontespizio del Leviatano, perché non ha più bisogno di essere rappresentata per esistere. Non si tratta, per Spinoza, di rendere gloria a un nuovo dio mortale (la moltitudine invece del sovrano). Si tratta piuttosto di fondare la consistenza ontologica del soggetto (di ogni soggetto, quello singolo come quello collettivo) nella rete immanente delle relazioni individuali che, in politica, si chiamano rapporti di forza: mantenere il diritto naturale nello Stato significa, per Spinoza, mantenere integro un vero e proprio "diritto di guerra" fra i sudditi e il sovrano."

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Riccardo Guastini
Lezioni di teoria del diritto e dello stato



Queste lezioni sono destinate prevalentemente a studenti di giurisprudenza che abbiano già appreso le nozioni giuridiche fondamentali e che desiderino approfondirne alcune criticamente. Il volume è diviso in tre parti. La parte prima è dedicata essenzialmente all'analisi della struttura degli ordinamenti giuridici moderni. La parte seconda affronta alcuni problemi centrali della teoria dell' interpretazione, con particolare riguardo all'interpretazione della costituzione. La parte terza svolge alcuni temi di teoria dello stato: dallo stesso concetto di stato alla dottrina della separazione dei poteri, dalla nozione di sovranità ai rapporti tra diritto statale, diritto internazionale, e diritto comunitario.

mercoledì 10 marzo 2010

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George Hendrick - Willene Hendrick
Why Not Every Man?
African Americans and Civil Disobedience in the Quest for the Dream




The record of civil disobedience by African Americans begins soon after slaves were brought legally to the American colonies: they began to run away. Through the years of the abolitionists, the struggle against the Fugitive Slave Act, Emancipation, opposition to Jim Crow laws, and the emergence of the civil rights movement, blacks continued the peaceful protest of their inequality and lack of freedom. The Hendricks also show how the idea of civil disobedience, first suggested in America by Henry David Thoreau, crossed oceans to influence Mohandas K. Gandhi, whose thinking in turn attracted a young divinity student named Martin Luther King, Jr. This powerful yet concise work...traces the idea of civil disobedience over time and place.... A welcome and timely book for a broad general audience. --John David Smith

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Cass R. Sunstein
Radicals in Robes
Why Extreme Right-Wing Court
Are Wrong for America



This work offers a shocking expose of what's really at stake in the hard right turn taken by the Federal Courts, and what we all stand to lose if balance isn't restored to the judiciary branch of government. Even with the recent changes in its make-up, the US Supreme Court is usually assumed to be roughly balanced between left and right. This is a myth. In fact the justices once considered right-wing are now the Court's moderates; those who were once centrists are now the Court's "liberals", and the liberal element has all but disappeared. Since William Rehnquist was confirmed as Chief Justice in 1986, the Supreme Court has engaged in an unprecedented record of judicial activism. These factors are feeding a movement to restore what many conservatives call "The Constitution in Exile," by which they mean the Constitution as it existed before the Roosevelt administration. "Radicals in Robes" explains what the restoration of this constitutional vision would mean. It would mean the end of every federal agency that enacts regulations that have the force of law. It would mean that the clause of the First Amendment that says that Congress may make no law "respecting an establishment of religion" would be turned on its head. Marriage laws and many other familiar areas of modern American life are all in the sights of this conservative movement. "Radicals in Robes" takes judicial philosophy out of the law schools and shows what it means when it intersects partisan politics. It pulls away the veil of rhetoric from a dangerous and radical rightwing movement and issues a strong and passionate warning about what conservatives really intend. One of the most respected legal theorists in the USA, Cass R. Sunstein here issues a warning of compelling concern to us all.

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Michel Foucault
La verità e le forme giuridiche
(copertina non disponibile)
Introduzione di
Lucio d'Alessandro
in Appendice
Lucio d'Alessandro
Potere e pena nella problematica di Michel Foucalt

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Mauro Magatti
Libertà immaginaria
Le illusioni del capitalismo tecno-nichilista



La grave crisi finanziaria che ha colpito l'economia mondiale alla fine del 2008, insieme con l'elezione di Obama negli Stati Uniti, pongono probabilmente fine al trentennio apertosi nei primi anni ottanta con l'introduzione delle politiche neoliberiste. Il libro fornisce la prima analisi sistematica di questi trent'anni, delle sue origini e dei suoi sviluppi, considerati come parte di un processo unitario che ha toccato l'esperienza soggettiva e gli assetti istituzionali, il piano politico-economico e la sfera culturale. Nel quadro della storia della libertà che accompagna l'intera vicenda moderna, è la stessa straordinaria capacità di accelerazione di tutti i processi sociali, economici e sociali, resa possibile dal capitalismo tecno-nichilista, che finisce per mettere a repentaglio proprio quella libertà che, a parole, viene quotidianamente celebrata. In questo modo, il libro offre un contributo essenziale per capire in profondità il tempo che viviamo, i suoi rischi, le sue opportunità.

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Frans de Waal
Primati e fiolosofi
Come evolve la moralità



In "Primati e filosofi" Frans de Waal espone in maniera chiara le recenti acquisizioni dell'etologia e le loro implicazioni filosofiche. Le sue tesi diventano poi oggetto di discussione con pensatori come Robert Wright, Christine M. Korsgaard, PHilip Kitcher e Peter Singer. L'acceso dibattito ci spinge a riflettere sul ruolo dell'evoluzione nello sviluppo della nostra stessa specie, ci obbliga a ridefinire la nostra idea di "essere umano" e ci spinge ad approfondire concetti come "mente", "istinto", "altruismo", "empatia". E apre naturalmente nuove prospettive sui diritti degli animali.

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Pierpaolo Donati
La società dell'Umano



Che cos'è la società umana? La maggior parte delle teorie sociologiche odierne ritiene che l'interrogativo sia da relegare al regno di una "metafisica" o di "grandi narrazioni" irrimediabilmente perdute. La società attuale sarebbe una sorta di "sospensione" tra un passato che non esiste più e un futuro che non può cominciare. Davvero la società umana è qualcosa che non ci appartiene più? Perché mai, allora, l'uomo continua a combattere per essa? Certamente, quanto più la modernità procede, tanto meno diventa probabile avere una società umana data-per-scontata. Si può tuttavia ragionevolmente pensare, e sperare, di poter vivere in una società dell'umano, cioè in un mondo in cui la soggettività della persona umana e le relazioni sociali siano differenziate, ma anche tali da consentire una vita sociale a misura dell'umano.

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Margaret S. Archer
Riflessività umana e percorsi di vita
Come la soggettività umana influenza la mobilità sociale
Edizione italiana
a cura di Pierpaolo Donati



Perché i percorsi di vita sono così diversi da individuo a individuo? Perché, anche quando le condizioni iniziali di status socio-economico sono più o meno uguali, alcune persone riescono a compiere passi in avanti e si fanno strada nella vita, mentre altre rimangono immobili o addirittura peggiorano la propria condizione sociale? In questo volume, Margarer S. Archer offre una risposta che evita di ricondurre questi esiti ai determinismi delle strutture sociali. Le differenze nei percorsi di vita, ella sostiene, dipendono in primo luogo dalla riflessività umana, facoltà che si realizza tramite la conversazione interiore, con la quale le persone ponderano continuamente la loro situazione e ridefiniscono i loro interessi e progetti. La riflessività è il fattore che opera la mediazione tra la struttura della società e l'agire personale, e spiega i diversi modi in cui "ci facciamo strada nel mondo". Attraverso le storie di vita e occupazionali di un gruppo di soggetti intervistati analiticamente, l'autrice mostra come i diversi stili di riflessività conducano le persone a rielaborare i condizionamenti sociali e a orientare i loro percorsi di vita (la loro mobilità sociale) con modalità che contribuiscono alla stabilità oppure al cambiamento sociale.

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Ermanno Bencivenga
L'etica di Kant
La razionalità del bene


Da quasi vent' anni il filosofo Ermanno Beneivenga s'interroga, sulle orine di Kant, su che cosa significa comportarsi razionalmente, essere liberi di scegliere, tentare di agire con bontà: sul significato di essere umani. Un viaggio intellettuale, ma anche fortemente personale, nella mente più originale, sistematica e profonda dell'intera tradizione filosofica, per trovare risposte ai più intricati problemi che si presentano nel comportamento morale. Libertà e doveri, fatti e valori, bene e male, rispetto e autorità sono esaminati da Bencivenga in un discorso chiaro e coinvolgente, senza tralasciare le sfide che l'etica kantiana pone ai nostri giorni, nella convinzione che gli uomini siano, sempre, responsabili del proprio destino.

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Massimo Bonanni
Discutere e decidere
(copertina non disponibile)
La discussione è la scoperta culturale che, insieme al teatro, all'oratoria e alla filosofia, caratterizza la cultura greca. Le sue origini sono già nell'epica omerica ma la sua nascita filosofica è dovuta a Socrate e a Platone nei cui dialoghi si trova anche la prima formulazione di quello che ai giorni nostri sarà il dibattito tra retorica e logica, tra dialettica e positivismo.

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Hans Jonas
Il principio responsabilità
Un'etica per la civiltà tecnologica
A cura di Pier Paolo Portinaro




Il dibattito intorno alla nostra responsabilità verso le generazioni future si è fatto in questi anni sempre più fitto e interessante, man mano che svanivano le certezze sul modello di sviluppo fondato sull'asservimento tecnologico della natura e l'"euforia del sogno faustiano" della modernità lasciava il posto a una visione della storia disincantata e perplessa - quando non disperante e apocalittica. L'uomo è diventato per la natura più pericoloso di quanto un tempo la natura lo fosse per lui, mentre alle tante fratture sociali che ostacolano il cammino verso un'umanità unificata si è venuta ad aggiungere la contraddizione antagonistica tra il mondo di oggi e il mondo di domani. Muovendo da questa diagnosi, Hans Jonas cerca in questo lavoro di andare alle radici filosofiche del problema della responsabilità, che non concerne soltanto la sopravvivenza, ma l'unità della specie e la dignità della sua esistenza. Tra il "principio speranza" di Ernst Bloch e il "principio disperazione" di Günther Anders, il "principio responsabilità" dà voce a una via di mezzo, nel tentativo di coniugare in un modello unitario etica universalistica e realismo politico.

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A cura di
Maurizio Ambrosini
Emanuela Abbatecola
Migrazioni e società
Una rassegna di studi internazionali




Pochi argomenti oggi posseggono una rilevanza sociale e una risonanza pubblica paragonabili alle migrazioni internazionali. Praticamente nessuno nutre dubbi sul fatto che le migrazioni stanno trasformando le nostre società, tra polemiche, paure, mobilitazioni di segno opposto. Nel frattempo, è indubbiamente cresciuto un dibattito scientifico a cui la sociologia italiana contribuisce validamente. Si nota tuttavia uno scarto tra l'abbondante messe di ricerche empiriche, condotte soprattutto in ambito locale, e gli approfondimenti teorici, spesso limitati e poco consapevoli del dibattito scientifico internazionale. Questa antologia si propone di contribuire a colmare tale scarto tra teoria e ricerca, proponendo una selezione di testi, mai pubblicati in italiano e di non facile reperimento, dovuti ad alcuni dei maggiori studiosi della materia, che potranno far avanzare il dibattito scientifico nell'ambito degli studi sulle migrazioni. Tra i temi affrontati dai saggi qui raccolti, si segnalano: l'analisi delle cause delle migrazioni; il capitale sociale e le reti migratorie; il dibattito su assimilazione e persistenza etnica; le donne migranti; le seconde generazioni; le politiche migratorie e l'evoluzione della cittadinanza.

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a cura di
Andrea M. Maccarini
Emmanuele Morandi
Riccardo Prandini
Realismo sociologico
La realtà non ama nascondersi



La proposta del "realismo sociologico" è offrire una alternativa alla perdita della realtà della cultura occidentale contemporanea. Si tratta di scoprire la "realtà della realtà", senza perciò volere in nessun modo garantire la "infallibilità della sua conoscenza". Solo distinguendo l'ontologia dalla epistemologia, l'essere dalla conoscenza dell'essere, è possibile "salvare" il riferimento ad una realtà indipendente dall'osservatore. Per un realista, il desiderio non è, come diceva Max Horkheimer, il padre del pensiero. Lo è piuttosto la sorpresa che ci sia qualcosa invece che il nulla. Il realismo sociologico si presenta dunque come un modo di pensare capace di riproporre una ragione "aperta" e "sensibile alla verità".

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Ludwig Wittgenstein
Osservazioni sulla filosofia della psicologia




Wittgenstein concluse la prima parte delle Ricerche filosofiche nel 1945. A partire dal 1946, si concentrò sui temi della filosofia della psicologia, accumulando le osservazioni che compongono questo volume, apparso nel 1980. Esse vanno lette, per un verso, in parallelo con la seconda parte delle Ricerche, dove alcune di queste note andarono a confluire. Ma, per altro verso, esse valgono come indicazione delle nuove vie cercate da Wittgenstein negli ultimi anni, anche al di là delle Ricerche. In piena evidenza apparirà in questi scritti una certa impronta antropologica, se con essa intendiamo la convinzione che i problemi della teoria della conoscenza - a cui Wittgenstein aveva dedicato tutta la sua vita - non possano essere affrontati senza considerare quei "binari fissi su cui corre tutto il nostro pensiero". E questo il Wittgenstein paziente, minuzioso, acutissimo, che non parla soltanto di logica ma dei nostri sentimenti elementari - dal dolore alla sorpresa - e del modo in cui li esprimiamo correntemente, non stancandosi mai di individuarvi cose che rimangono da capire. Il presupposto di questo Wittgenstein estremo, per noi oggi particolarmente affascinante, è che "la malattia del pensiero deve seguire il suo corso naturale" - e di fronte a essa il filosofo deve contare soltanto su una "lenta guarigione".

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Elmar Holenstein
Atlante di Filosofia
Luoghi e percorsi del pensiero



Immanuel Kant era appassionato di geografia. Secondo la tradizione, sua è la massima: «Nulla affina e forma la ragione addestrata più della geografia». Qualunque cosa intendesse dire, la geografia è, per la natura della propria materia, una disciplina ermeneutica: conferisce visibilità ai contesti. La geografia mostra le cose all'interno di una cornice e, se praticata in maniera «globalizzata», quella cornice è il mondo. Questo atlante si occupa delle correnti filosofiche in giro per il mondo, seguendo con particolare determinazione due aspetti: i rapporti e le possibili analogie tipologiche tra le diverse aree della Terra da un lato, e dall'altro - solo in apparente contrasto - la varietà degli sviluppi intellettuali all'interno di ciascuna. L'umanità nel suo complesso è più omogenea di quanto si pensasse all'inizio del secolo 20°; le singole culture sono invece più eterogenee di quanto in passato si fosse dogmaticamente ammesso. Tra le concezioni filosofiche degli esseri umani ci sono sensibili differenze. Quelle più profonde si registrano non tra zone diverse, ma tra gli individui e le scuole di pensiero all'interno di ciascuna.

lunedì 8 marzo 2010

Evento

Globalizzazione e governance delle società multiculturali
8-9 marzo 2010


Lunedì 8 marzo 2010 - ore 9,30
Sala Magna – Palazzo Steri-Chiaromonte
Chair: Salvo Vaccaro (Università di Palermo)
Saluti delle Autorità
Roberto Lagalla (Rettore dell’Università di Palermo)
Michele Cometa (Preside della Facoltà di Scienze della Formazione)
Rita Calabrese (Direttrice del Dipartimento di Arti e comunicazioni)
Ore 10,00
- Will Kymlicka (Queen’s University, Ontario)
The Essentialist Critique of Multiculturalism: Theories, Policies, Ethos
- Furio Cerutti (Università di Firenze)
Né multiculturale né cosmopolitica: come pensare l ‘identità politica europea
- Bruno Celano (Università di Palermo)
Neutrality and the Rule of LawAula Diritti umani
Dipartimento Studi Politica Diritto Società - Aula Diritti Umani
Ore 15.30
Chair: Giuseppe Barbaccia (Università di Palermo)
- Raffaele Mantegazza (Università Milano Bicocca)
Il tronco cavo: la pluralità delle narrazioni ed i fondamentalismi religiosi e scientifici
- Brunella Casalini (Università di Firenze)
The Politics of Reproductive Labour in Globalization
- Massimiliano Tomba (Università di Padova)
Da Honneth a Hegel. Multiculturalismo e riconoscimento
Martedì 9 marzo 2010 - ore 10,00
Dipartimento Studi Politica Diritto Società - Aula Seminari
Chair: Manlio Corselli (Università di Palermo)
- Antonino Palumbo (Università di Palermo)
La costruzione dell’identità nelle società postnazionali
Tavola rotondaPartecipano:
Gianna Cappello, Brunella Casalini, Bruno Celano, Furio Cerutti,Michele Cometa, Vincenzo Guarrasi, Will Kymlicka, Fabio Lo Verde, SerenaMarcenò, Marco A. Pirrone, Cirus Rinaldi, Massimiliano Tomba, Salvo Vaccaro