di: Nicola Riva
Autore/i: Nicola Riva
Editore: Aracne
Collana: Studi di filosofia analitica del diritto
di: Nicola Riva
Chi sono gli "Asessuali"? Cosa racchiude tale neologismo? Il prefisso privativo apposto al termine che qualifica generalmente la natura riproduttiva umana, la quale si reputa fatta di impulso e necessità, comporta soltanto una paradossale ed estemporanea provocazione, una teorizzazione ossimorica o contraddittoria, oppure, viceversa, dà ragione di un'identità naturale misconosciuta e dà conto della costituzione attiva di una specifica comunità sociale? Da quanto e da dove si va poi sollevando la voce di una siffatta rivendicazione? Quali possono essere i caratteri e le ragioni del rigetto della sensualità o dell'indifferenza nei confronti del sesso? La manifestazione del non riconoscimento della sessualità può dar luogo a lineamenti di contrasto sociale? Quale il riflesso sul piano dei rapporti giuridici, innanzitutto in tema di diritto matrimoniale e di filiazione? I confini di tutela costituzionale possono in qualche modo ricomprendere anche lo status asessuale? A questi e ad altri interrogativi il presente testo cerca di dar risposta, andando a delineare la storia nuova (e ancora abbozzata) della collettività degli Asex. comparandola con fenomeni diversi ma affini e riportando anche il punto di vista di chi in essa, in qualche modo, si riconosce. 
"A Treatise of Legal Philosophy and General Jurisprudence" is the first-ever multivolume treatment of the issues in legal philosophy and general jurisprudence, from both a theoretical and a historical perspective. The work is aimed at jurists as well as legal and practical philosophers. Edited by the renowned theorist Enrico Pattaro and his team, this book is a classical reference work that would be of great interest to legal and practical philosophers as well as to jurists and legal scholar at all levels. The work is divided. The theoretical part (published in 2005), consisting of five volumes, covers the main topics of the contemporary debate; the historical part, consisting of six volumes (Volumes 6-8 published in 2007; Volumes 9 and 10, published in 2009; Volume 11 published in 2011 and volume 12 forthcoming in 2012/2013), accounts for the development of legal thought from ancient Greek times through the twentieth century. The entire set will be completed with an index. "Volume 11 Legal Philosophy in the Twentieth Century: The Common Law World Legal Philosophy in the Twentieth Century: The Common Law World" offers a fresh, philosophically engaged, critical interpretation of the main currents of jurisprudential thought in the English-speaking world of the 20th century. It tells the tale of two lectures and their legacies: Oliver Wendell Holmes, Jr.'s "The Path of Law" (1897) and H.L.A. Hart's Holmes Lecture, "Positivism and the Separation of Law and Morals" (1958). Holmes' radical challenge to late 19th century legal science gave birth to a rich variety of competing approaches to understanding law and legal reasoning from realism to economic jurisprudence to legal pragmatism, from recovery of key elements of common law jurisprudence and rule of law doctrine in the work of Llewellyn, Fuller and Hayek to root-and-branch attacks on the ideology of law by the Critical Legal Studies and Feminist movements. Hart, simultaneously building upon and transforming the undations of Austinian analytic jurisprudence laid in the early 20th century, introduced rigorous philosophical method to English-speaking jurisprudence and offered a reinterpretation of legal positivism which set the agenda for analytic legal philosophy to the end of the century and beyond. A wide-ranging debate over the role of moral principles in legal reasoning, sparked by Dworkin's fundamental challenge to Hart's theory, generated competing interpretations of and fundamental challenges to core doctrines of Hart's positivism, including the nature and role of conventions at the foundations of law and the methodology of philosophical jurisprudence.
Alexis de Tocqueville è considerato uno dei massimi esponenti del liberalismo europeo ottocentesco. A lui si deve il grande affresco della democrazia americana, che ancora oggi è un punto di riferimento del pensiero liberal-democratico. Egli fu anche un importante uomo politico. In questa veste, si impegnò per molti anni in favore della colonizzazione francese dell'Algeria, lasciando sul tema numerosi scritti. Questi scritti sono stati tuttavia trascurati dalla letteratura che si è interessata al suo pensiero. Tocqueville vi tesse un elogio della conquista coloniale che mal si concilia con l'immagine del grande filosofo liberale, ostile alla schiavitù e critico nei confronti del trattamento riservato negli Stati Uniti ai nativi americani. 


Quali diritti ha un individuo, quali principi orientano la legislazione statale, che cosa esige la realizzazione di un diritto: temi di filosofia morale che diventano problemi giuridici quando una Costituzione vincola la produzione di norme e l'attività dei poteri statali al rispetto dei diritti fondamentali, sottoponendo tale vincolo a un ampio controllo da parte della Corte costituzionale. La scienza dei diritti fondamentali è diventata oggi per lo più scienza della giurisprudenza costituzionale. Il sistema giuridico attuale, tuttavia, si presenta come un sistema aperto, non solo per il carattere indeterminato delle disposizioni dei diritti fondamentali, ma soprattutto per il pluralismo di valori alla base degli ordinamenti giuridici contemporanei, che il modello interpretativo giuspositivista non riesce più a ricomprendere. Alexy ha approntato una nuova teoria per lo studio della giustizia costituzionale e, in quest'opera, ne espone i fondamenti. 
Lo spazio pubblico non è altro che uno spazio comune, un terreno intermedio che giocoforza condividiamo e che necessita di regole di comportamento per chi lo pratica, o designa l'apertura di una dimensione politica, fondata sul riconoscimento della reciproca appartenenza di interessi individuali e bene comune? Il volume, che raccoglie i frutti di un lavoro di ricerca cui hanno partecipato diversi studiosi, muove da quest'interrogativo e percorre, anche in riferimento alla dimensione pratica del filosofare, suggestive piste di approfondimento della questione. Per questa via si mette in discussione - con esiti che meritano di essere condivisi - una concezione della filosofia politica meramente procedurale, che si limiti a discutere i modi e le regole dell'agire politico, senza porre in questione su quale fondamento, niente affatto ovvio, né sempre rispettato, può costituirsi un'autentica comunità politica.
Il presente lavoro prende avvio con l'esposizione delle tappe più significative dell'etica occidentale. Segue il percorso compiuto dalle neuroscienze dalle loro origini ai giorni nostri e la presentazione dei principali metodi, strumenti e tecniche da esse impiegati. Vengono poi riferite alcune tra le prime e più rilevanti questioni sollevate ed argomentate dai capiscuola delle neuroetica. Particolare attenzione è stata rivolta all'esposizione del pensiero e alla critica di Neil Levy. Tra i molteplici settori, infine, cui è stata applicata la neuroetica, vengono illustrati a titolo esemplificativo quello sulla giustizia e quello sull'educazione. Il testo si chiude con una panoramica delle ricerche in corso sia nel campo delle neuroscienze sia in quello della neuroetica.

Se noi donne fossimo umane, saremmo trasportate come merce pronta a essere venduta dalla Thailandia al bordelli di New York? Saremmo date in sposa ai sacerdoti, in cambio di denaro per espiare i peccati della nostra famiglia, o per migliorare le prospettive terrene della nostra famiglia? Ci sarebbe impedito di imparare a leggere e a scrivere? Avremmo così poca voce in capitolo nelle deliberazioni pubbliche e nel governo del paesi in cui viviamo? Saremmo sessualmente molestate all'interno delle nostre famiglie? Saremmo stuprate durante i genocidi per terrorizzare, espellere e distruggere le nostre comunità etniche, o stuprate durante la guerra non dichiarata che si svolge ogni giorno e in ogni paese del mondo nel cosiddetto tempo di pace? E, se fossimo umane, e queste cose accadessero, non ci sarebbe nulla da fare in proposito?": Catharine A. MacKinnon non ha dubbi, quel che accade alle donne ha poco a che fare con i diritti umani e c'è ancora moltissimo da fare, perché nonostante i buoni propositi e le normative, la società resta sessista e a molte, troppe donne è negata la dignità oltre che l'eguaglianza. MacKinnon, avvocatessa e ordinaria di Diritto alla University of Michigan Law School è da decenni impegnata a modificare un diritto che riflette il potere maschile. Questa raccolta di scritti copre un ampio spazio temporale, dai primi anni '80 fino al 2000. 
Intorno al 2110 a.C. il re mesopotamico Ur-Nammu promulga un sistema di leggi che sancisce i diritti dei membri più deboli della società: orfani, vedove e poveri. Tre secoli dopo il sovrano babilonese Hammurabi emana un codice in cui viene riconosciuta agli schiavi e alle donne la personalità giuridica. Nel 1222 Sundjata Keïta, primo imperatore del Mali, proclama "ai quattro angoli del mondo" l'abolizione della schiavitù e il rispetto dei valori inalienabili della vita umana, della libertà individuale, della giustizia e della solidarietà. Sono occorsi molti secoli e diverse rivoluzioni perché questi princìpi di validità universale fossero ripresi dall'Occidente e riformulati nelle varie "Dichiarazioni dei diritti dell'uomo", che hanno profondamente segnato la formazione della coscienza collettiva contemporanea. Eppure, ancora oggi nelle nostre democrazie, che si fregiano di Carte costituzionali liberali e garantiste, non mancano scenari desolanti di brutale sfruttamento dell'uomo sull'uomo e di diritti calpestati, mentre stanno nascendo nuove forme di schiavitù, più subdole ma non meno disumane di quelle di un tempo. Convinto che solo alla luce del passato è possibile guardare in modo costruttivo al presente, Louis Godart, studioso di civiltà antiche, ripercorre le fasi cruciali della guerra millenaria condotta dagli "apostoli dell'homo socialis" contro ogni tipo di sopraffazione e di ingiustizia.
Il realismo militante è la prosecuzione della filosofia analitica del diritto sul terreno dei problemi pratici che si presentano in un'esperienza giuridica. È analisi ricostruzione e critica delle soluzioni offerte dagli operatori del diritto, con l'obiettivo di portare alla luce le illusioni, le velleità, le false credenze, le opzioni ideologiche ammantate di logica ineluttabilità, le alternative immaginabili e praticabili al di là di quelle immaginate ed effettivamente percorse. Gli scritti della presente raccolta - a eccezione dell'ultimo, dedicato al realista militante Hans Kelsen - sono esercizi di realismo analitico in materia di diritti umani (libertà religiosa e libertà dalle religioni), obiezione di coscienza, matrimonio tra persone del medesimo sesso, precedente giudiziale, motivazione delle sentenze, clausole generali.
Il Prodotto Interno Lordo è ancora un indicatore affidabile del progresso economico e sociale? No, non lo è. Ad affermarlo sono i premi Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz e Amartya Sen e l'economista francese Jean-Paul Fitoussi, che nel 2008 sono stati invitati da Nicolas Sarkozy - autore della prefazione - a istituire una commissione di esperti per rispondere alla domanda e stendere un programma per sviluppare metodi di misurazione migliori. "La misura sbagliata delle nostre vite" è il risultato di questo sforzo, fondamentale per il futuro della nostra economia e della nostra società. Dopo aver preso in considerazione i grossi limiti del PIL come sistema di valutazione del benessere delle società, gli autori introducono nuovi concetti e strumenti utili allo scopo, dagli indicatori della sostenibilità dello sviluppo economico alla misura del risparmio e della ricchezza, fino a un PIL "verde", in grado di tener conto delle conseguenze ambientali della crescita. Una guida essenziale per misurare le cose che contano e affrontare il futuro.