mercoledì 9 marzo 2016
La dignità umana dopo la «carta di Nizza». Un'analisi concettuale
Le meraviglie dei Musei Vaticani
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| Anteprima del libro |
I partiti politici
Attori
fondamentali delle democrazie rappresentative, i partiti politici hanno
vissuto trasformazioni importanti negli ultimi anni, per quanto
riguarda sia la struttura organizzativa sia il funzionamento;
trasformazioni che hanno finito per metterne in discussione il ruolo
stesso. In questa utile introduzione basata su una ampia varietà di dati
tratti da analisi empiriche recenti, l'autrice sottopone i partiti a
una sorta di check-up in riferimento a una costellazione di problemi:
burocratizzazione, rappresentatività, mediatizzazione, costruzione
delle
identità collettive.
Lezioni di procedura penale
Gilberto Lozzi - Giappichelli, 2015
"Nella
premessa delle precedenti edizioni rilevavo che le continue modifiche
al codice di procedura penale apportate dal legislatore, spesso in modo
disordinato e incoerente, rendono sempre più difficile una trattazione
lineare del nostro sistema processuale penale, nonché l'enunciazione di
princìpi che ne dovrebbero costituire il fondamento. Le varie riforme
ispirate ad esigenze diverse e tra di loro contrastanti, si osservava,
fanno sì che il nostro codice torni ad essere, come era avvenuto con il
Codice Rocco, un vestito di Arlecchino con toppe multicolore. Queste
parole sono ancora attuali. Anzi, la situazione è peggiorata dal momento
che non solo è continuata, ma si è incrementata la prassi legislativa
di riforme parziali, incoerenti e palesemente contrastanti con princìpi
costituzionali. L'incoerenza del sistema processuale vigente risulta,
altresì, dal fatto che persino una riforma apprezzabile, quale la
previsione nell'art. III comma 4 Cost. del contraddittorio nel momento
di formazione della prova (principio fondamentale per una corretta
assunzione della prova narrativa) è sostanzialmente sminuita
dall'assoluta impossibilità di rispettare la continuità del
dibattimento, il che vanifica in gran parte gli effetti principali del
predetto contraddittorio. La necessità di una riforma organica del
sistema processuale penale appare, quindi, evidente." (Dalla Premessa).
Le prove deboli nel processo penale
Dopo avere individuato e ricostruito la disciplina normativa della
valutazione della prova indiziaria, attingendo soprattutto alla regola
dettata per la chiamata in correità, l’A. esamina le varie prove che,
per una delle possibili ragioni, individua come prove deboli. L’analisi
parte da quelle prove che indica come specificamente regolate dal
legislatore (la prova per indizi e la chiamata in correità, con
specifico e diffuso riferimento alle dichiarazioni dei collaboratori di
giustizia); quelle per le quali è dato ricostruire dalla disciplina
normativa la loro natura di prova indiziaria (testimonianza indiretta,
ricognizioni di persone o di cose); quelle per le quali la tipologia di
svolgimento e di indagine ne evidenziano eguale natura (intercettazioni
di conversazioni, prova scientifica); quelle, infine, che necessitano
l’approccio tipico della prova indiziaria (dichiarazioni del minore e
della persona offesa), ricostruendo, di conseguenza, l’obbligo per il
giudice di applicare a tutte le prove deboli la disciplina della prova
indiziaria, in particolare individuando certezza dell’indizio, pluralità
degli indizi e loro convergenza.
Gustavo Pansini - Giappichelli, 2015
Dopo avere individuato e ricostruito la disciplina normativa della
valutazione della prova indiziaria, attingendo soprattutto alla regola
dettata per la chiamata in correità, l’A. esamina le varie prove che,
per una delle possibili ragioni, individua come prove deboli. L’analisi
parte da quelle prove che indica come specificamente regolate dal
legislatore (la prova per indizi e la chiamata in correità, con
specifico e diffuso riferimento alle dichiarazioni dei collaboratori di
giustizia); quelle per le quali è dato ricostruire dalla disciplina
normativa la loro natura di prova indiziaria (testimonianza indiretta,
ricognizioni di persone o di cose); quelle per le quali la tipologia di
svolgimento e di indagine ne evidenziano eguale natura (intercettazioni
di conversazioni, prova scientifica); quelle, infine, che necessitano
l’approccio tipico della prova indiziaria (dichiarazioni del minore e
della persona offesa), ricostruendo, di conseguenza, l’obbligo per il
giudice di applicare a tutte le prove deboli la disciplina della prova
indiziaria, in particolare individuando certezza dell’indizio, pluralità
degli indizi e loro convergenza.
Considerazioni sul processo 'criminale' italiano
Giorgio Spangher - G Giappichelli Editore, 2015
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| Anteprima del libro |
Il
titolo del presente lavoro richiede, forse, impone qualche
precisazione. In primo luogo, riecheggiando il titolo del libro di
Francesco Mario Pagano "Considerazioni sul processo criminale", si
intende rendere un - sentito omaggio a questo pensatore e giurista che,
in un contesto difficile e con sacrificio personale, fece del garantismo
processuale il suo credo. In secondo luogo, il riferimento alla natura
"criminale" del processo penale italiano sottende l'idea che il nostro
sistema processuale conserva - al di là delle affermazioni di facciata e
pur con il dovuto riconoscimento di tutti i progressi intervenuti - il
marchio genetico dell'inquisitorietà (una impronta culturalmente
inquisitoria). Ogni Stato, Paese, Comunità si dota di un processo penale
per sanzionare i comportamenti ritenuti illeciti / contrari alla legge.
Tuttavia, non esiste "un processo penale"; esiste una pluralità di
procedimenti penali che appartengono alla storia di ogni singolo Paese.
In questo quadro è noto che si confrontano - con molte mediazioni e
varietà di composizione dei diversi elementi - i tradizionali modelli
inquisitori ed accusatori, che, tuttavia, pur nella varietà delle
soluzioni, conservano alcuni fondamentali tratti genetici. Sotto questo
profilo, il processo penale inevitabilmente s'inserisce nella storia di
un Paese e nelle sue tradizioni ordinamentali e culturali. Da questa
prospettiva, restano significative le differenti origini dei modelli
anglosassoni e di quelli continentali.
mercoledì 24 febbraio 2016
La nuova difesa d’ufficio
Elvira Nadia La Rocca, Nicoletta Mani - Dike Giuridica, 2015
Il volume presenta una completa esposizione delle modifiche normative che hanno interessato la disciplina del difensore d’ufficio.
Il volume presenta una completa esposizione delle modifiche normative che hanno interessato la disciplina del difensore d’ufficio.
L'esame della riforma è condotto, con approccio critico, sotto molteplici profili:
sono descritte e approfondite le nuove modalità per l’iscrizione alla
lista dei difensori d’ufficio, le modalità di ingresso nella scena
processuale e, altresì, le procedure per ottenere il compenso e
recuperare i crediti rimasti insoluti. In secondo luogo, vengono
analizzate le molteplici attività che il difensore d’ufficio può essere
chiamato a svolgere nei diversi momento in cui può intervenire la
nomina. A differenza di qualsiasi altra opera presente sul mercato,
infatti, solo questa cerca di offrire soluzioni, attraverso la
descrizione dinamica degli istituti, per l’effettivo esercizio della
funzione difensiva.
Il volume, infatti, dedica un’intera sezione alle varie fasi processuali
(dalla convalida dell’arresto, fino alle procedure di esecuzione di un
mandato d’arresto europeo, passando per le indagini preliminari, i riti
alternativi e il dibattimento) che possono richiedere il coinvolgimento
del patrono d’ufficio, illustrando tutte le problematiche che può
trovarsi a dover affrontare ed offrendo pronte soluzioni per ciascuna di
esse.
Nel libro sono presenti i lavori parlamentari commentati e si tiene conto di tutte le modifiche normative che negli ultimi tempi sono intervenute a modificare il processo penale.
Strategie di deflazione penale e rimodulazioni in absentia
Marcello Daniele, Pier Paolo Paulesu - Giappichelli, 2015
Depenalizzazione, pene non carcerarie, tenuità del fatto, messa alla
prova, restyling del giudizio in absentia: queste le novità della l. n.
67 del 2014, il primo vero recente tentativo di riforma del processo
penale dopo una non breve stagione di micro-interventi settoriali. È una
legge a due velocità, dove importanti modifiche al codice di procedura
penale coesistono con semplici deleghe che hanno sinora trovato
attuazione solo in rapporto allo specifico profilo della tenuità del
fatto (d.lgs n. 28 del 2015). Si tratta peraltro di una legge che mira a
contemperare una pluralità di esigenze: rendere il processo penale più
efficiente, puntando decisamente sulla deflazione, nel rispetto del
principio di proporzionalità delle sanzioni. Per questo motivo,
l’impatto delle nuove prescrizioni sul terreno sostanziale e processuale
potrà essere valutato solo nel lungo periodo e alla luce di
orientamenti giurisprudenziali davvero consolidati.
Scopo del presente volume è indagare sulle novità normative in discorso e sui principali problemi che vi sono sottesi, senza trascurarne le significative ricadute sistematiche.
Scopo del presente volume è indagare sulle novità normative in discorso e sui principali problemi che vi sono sottesi, senza trascurarne le significative ricadute sistematiche.
I nuovi epiloghi del procedimento penale per particolare tenuità del fatto
Serena Quattrocolo - Giappichelli, 2015
Dopo
un lungo dibattito che ha visto per anni la dottrina dividersi
soprattutto sulla natura giuridica dell'istituto, la particolare tenuità
del fatto è divenuta "regola per l'esercizio dell'azione penale" anche
nel rito "ordinario", cioè al di fuori dei contesti limitati, ratione
personae o ratione mareriae, del processo minorile e del c.d. giudizio
"di pace". Il d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28, nell'adempiere alla delega
conferita attraverso la legge 28 aprile 2014, n. 67, ha profondamente
inciso sugli equilibri della giustizia penale. La nuova causa di non
punibilità per particolare tenuità è venuta ad inserirsi nel
procedimento attraverso diversi punti di innesto: il legislatore
delegato, escludendo la strada dell'integrazione del catalogo delle
declamatorie immediate ex art. 129 c.p.p., ne ha fatto una clausola
rilevabile e dichiarabile a partire dalla fase delle indagini
preliminari, non disdegnando di sfruttare appieno le capacità deflative
dell'istituto. Il volume propone una panoramica delle questioni più
rilevanti sorte a seguito dell'entrata in vigore della novella -
peraltro senza un regime transitorio specifico - soprattutto in ragione
di certi "punti deboli" nel coordinamento tra il nuovo istituto, la
previgente disciplina e alcuni principi
fondamentali del processo
penale.
I contratti associativi a dodici anni dalla riforma del diritto societario
Giorgio Marasà - Giappichelli, 2015
La
raccolta contenuta in questo volume prosegue, idealmente e
tematicamente, le due precedenti (Contratti associativi e impresa.
Attualità e prospettive, Cedam, 1995; La norma di società, cooperative,
associazioni e fondazioni, Cedam, 2015). Benché tutti gli scritti,
tranne il primo, siano stati pubblicati nel periodo 2013-2015, alcuni
hanno richiesto aggiornamenti (principalmente a seguito del d.l, 1/2015,
conv. in 1. 33/2015), che sono evidenziati dalla stampa in neretto.La nuova riforma del diritto concorsuale
Linea Professionale, 2015
Ecco
l'ennesima riforma, per decreto-legge e voti di fiducia, del diritto
concorsuale, incidente (anche regressivamente) su molti aspetti del
concordato preventivo. Ne consegue l'esigenza di provare a capire come,
rispetto a quella organica che avrebbe dovuto vedere luce, l'"Altra"
riforma, con le sue misure anche innovative, possa considerarsi comunque
un'adeguata risposta alle necessità di accelerazione delle procedure e
contendibilità delle imprese in crisi. Tutto ciò in un quadro in cui i
primi interventi "a caldo" paiono adombrare dubbi di tenuta
costituzionale di alcune delle più significative disposizioni introdotte
dalla legge di conversione del d.l. È in un tale contesto che si son
mossi gli autori del presente volume, avvalendosi del metodo del
continuo confronto affinato dall'esperienza "sul campo", con lo scopo di
offrire al lettore un commento analitico, quanto pratico/operativo,
delle singole norme varate. Arricchisce il volume il testo novellato
della legge fallimentare, completo di tutte le precedenti versioni
(comprensive di note sulle varie date di entrata in vigore) al fine di
fornire una visione temporale integrale delle norme e facilitarne la
conoscenza e l'utilizzo, rendendo l'intera opera un utile strumento
d'ausilio per ogni operatore del settore.Ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali. Comparative perspectives
In un'epoca contrassegnata dall'egemonia dell' economia finanziaria e
dalle potenzialità del contratto nel creare diritti e obblighi, la
prassi mostra di frequente come la grande impresa, avvalendosi della
propria forza economica, nella normale dialettica della contrattazione,
imponga clausole decisamente sfavorevoli per l'altra parte, o come il
contraente debole possa trovarsi costretto a scegliere tra il naufragio
certo della sua "attività" e la stipula del contratto a condizioni
inique. Di qui la necessità di correttivi, in assenza dei quali il mondo
giuridico rischierebbe di coincidere con il mondo economico e con i
suoi automatismi. Le spinose tematiche che la novellata disciplina dei
ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali ha posto vengono
analizzate attraverso una riflessione orientata a cogliere le
interazioni della materia con i diversi istituti già disciplinati dal
codice civile. II tutto senza trascurare l'indagine comparatistica che
nel caso di specie appare quanto mai feconda e paradigmatica delle
differenze o affinità di fondo esistenti tra i vari sistemi, vieppiù se
si coglie la crescente osmosi tra scienza civilistica e
commercialistica, per effetto della quale la "regula negotii" si traduce
nella regola del mercato, con conseguente necessità per l'ordinamento
giuridico positivo di distogliere l'attenzione dal solo atto di consumo
per concentrarla sul mercato dei canali produttivi e distributivi che
vede contrapposte, per definizione, le imprese alle imprese.
Cambiamento climatico e sviluppo sostenibile
di
G. F. Cartei
(a cura di) - Giappichelli, 2013
L'attenzione per i cambiamenti climatici è fenomeno recente. Gli attuali
strumenti di rilevazione sono oramai concordi nel misurare un
progressivo deterioramento dell'equilibrio climatico. I problemi posti
dal cambiamento climatico afferiscono alle sue implicazioni e soluzioni.
Con la precisazione che il tema ha per definizione carattere
interdisciplinare. Ed è l'interdisciplinarietà il primo tratto
distintivo del presente volume che raccoglie saggi di studiosi di varia
formazione scientifica, a cominciare proprio da quello concernente lo
studio del clima e degli effetti prodotti dai suoi cambiamenti.
L'analisi muove dalla trattazione della nozione di sviluppo sostenibile
per poi soffermarsi sulle politiche sorte e sviluppatesi in seno al
diritto internazionale, europeo e nazionale. Anche la parte dedicata
alle energie rinnovabili intende offrire una rassegna dei problemi
imposti da una disciplina che risulta tuttora contrassegnata da una
applicazione discussa e travagliata. Quale che sia la posizione, ad ogni
modo, la prospettiva della tutela ambientale è penetrata nelle pieghe
dell'ordinamento giuridico, come dimostra emblematicamente la disciplina
degli appalti verdi. E, allo stesso modo, costituisce oggetto di
attenzione per le sue implicazioni economiche e territoriali come
risulta nelle parti dedicate agli incentivi pubblici e ai legami tra gli
indirizzi della pianificazione e le politiche di mitigazione dei
cambiamenti climatici.
L'Europa dei diritti. La Corte di giustizia e i cittadini dell'Unione
A cura di Giacomo Gattinara, Fabio Pappalardo - Meridiana, 2014
Esiste un cittadino europeo? Chi è incaricato di verificare il rispetto
dell’ordine giuridico in Europa? A tali quesiti risponde la Corte di
giustizia europea che, sin dalla sua nascita, nel 1952, ha dato alla
luce circa 27 000 sentenze, occupandosi di molti temi, tra cui parità di
trattamento tra uomo e donna, euro, medicinali, prostituzione, sussidi
agricoli, diplomi universitari. Da sessant’anni la Corte è la vera
fucina del diritto europeo. L’occhio attento che sorveglia Stati,
istituzioni e cittadini affinché tutti rispettino il diritto di
quell’Unione che coltiva la pace come obiettivo primario da conseguirsi
attraverso l’integrazione tra le popolazioni. L’Unione europea è dunque
uno spazio, oggi, in cui si confrontano interessi, bisogni, diritti e
doveri delle persone; dove si perseguono obiettivi quali la cura per
l’ambiente, la cultura, la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo.
Era allora inevitabile fare una riflessione su quello che è, e rimane,
il giudice par excellence dei cittadini europei nonché una delle Corti
più importanti del mondo. Questo volume è una storia rivolta ai più,ma
rigorosa, dei momenti cruciali dell’opera della Corte: in particolare di
quelle sentenze che più hanno contribuito all’integrazione del Vecchio
continente e che hanno aperto scenari divenuti poi quelli dell’Europa
unita. Un libro, dunque, che racconta le sentenze che hanno fatto
l’Europa. Capitolo dopo capitolo, si coglie l’importanza dell’impegno
dei giudici, degli avvocati generali, referendari, traduttori,
interpreti, informatici, ricercatori e tanti altri giovani e meno
giovani di ventotto piccoli e grandi paesi. Si comincia quindi con il
guardare alla Corte nei suoi rapporti con le altre istituzioni
dell’Unione e si prosegue con le interazioni tra la Corte di giustizia e
i giudici nazionali, supremi e non, mediante il vero gioiello del
sistema che è il rinvio pregiudiziale. Si entra poi nel Palazzo di
giustizia e il viaggio procede attraverso i suoi gangli vitali e
organizzativi, con un’interessante sosta presso la cancelleria e la
biblioteca. Un volume ricco di voci (quindici infatti gli autori:
funzionari italiani della Corte e delle istituzioni europee, giuristi,
studiosi) che va oltre il livello istituzionale di una giurisprudenza
che è invece fervida e proteiforme, tesa a esaltare i diritti della
persona. Al termine del viaggio, lo sguardo che si dà sulla Corte è
sereno: c’è un giudice a Lussemburgo, ed è il giudice dei cittadini
dell’Unione europea.
Esiste un cittadino europeo? Chi è incaricato di verificare il rispetto
dell’ordine giuridico in Europa? A tali quesiti risponde la Corte di
giustizia europea che, sin dalla sua nascita, nel 1952, ha dato alla
luce circa 27 000 sentenze, occupandosi di molti temi, tra cui parità di
trattamento tra uomo e donna, euro, medicinali, prostituzione, sussidi
agricoli, diplomi universitari. Da sessant’anni la Corte è la vera
fucina del diritto europeo. L’occhio attento che sorveglia Stati,
istituzioni e cittadini affinché tutti rispettino il diritto di
quell’Unione che coltiva la pace come obiettivo primario da conseguirsi
attraverso l’integrazione tra le popolazioni. L’Unione europea è dunque
uno spazio, oggi, in cui si confrontano interessi, bisogni, diritti e
doveri delle persone; dove si perseguono obiettivi quali la cura per
l’ambiente, la cultura, la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo.
Era allora inevitabile fare una riflessione su quello che è, e rimane,
il giudice par excellence dei cittadini europei nonché una delle Corti
più importanti del mondo. Questo volume è una storia rivolta ai più,ma
rigorosa, dei momenti cruciali dell’opera della Corte: in particolare di
quelle sentenze che più hanno contribuito all’integrazione del Vecchio
continente e che hanno aperto scenari divenuti poi quelli dell’Europa
unita. Un libro, dunque, che racconta le sentenze che hanno fatto
l’Europa. Capitolo dopo capitolo, si coglie l’importanza dell’impegno
dei giudici, degli avvocati generali, referendari, traduttori,
interpreti, informatici, ricercatori e tanti altri giovani e meno
giovani di ventotto piccoli e grandi paesi. Si comincia quindi con il
guardare alla Corte nei suoi rapporti con le altre istituzioni
dell’Unione e si prosegue con le interazioni tra la Corte di giustizia e
i giudici nazionali, supremi e non, mediante il vero gioiello del
sistema che è il rinvio pregiudiziale. Si entra poi nel Palazzo di
giustizia e il viaggio procede attraverso i suoi gangli vitali e
organizzativi, con un’interessante sosta presso la cancelleria e la
biblioteca. Un volume ricco di voci (quindici infatti gli autori:
funzionari italiani della Corte e delle istituzioni europee, giuristi,
studiosi) che va oltre il livello istituzionale di una giurisprudenza
che è invece fervida e proteiforme, tesa a esaltare i diritti della
persona. Al termine del viaggio, lo sguardo che si dà sulla Corte è
sereno: c’è un giudice a Lussemburgo, ed è il giudice dei cittadini
dell’Unione europea. Ciò che resta della democrazia
Derive oligarchiche, delegittimazione dei partiti, scollamento tra
istituzioni e popolo, dominio dei poteri economici. Perché proprio
quando la democrazia sembra diventata ovvia, la partecipazione deperisce
e il potere reale diventa sempre più opaco e indiscutibile? Può
rinascere un’energia politica nuova e dissidente che rompa il
conformismo del discorso pubblico dominante, rilanciando la sovranità
democratica e la dimensione sociale dei diritti, oggi gravemente
minacciate?
Codice dei trasporti
Leopoldo Tullio, Massimo Deiana - Giuffrè, 2011
Il volume contiene i principali provvedimenti di diritto nazionale,
europeo e internazionale in tema di trasporto aereo, marittimo, stradale
e ferroviario, commentati con la dottrina e annotati con la
giurisprudenza. Nell'ambito di ciascuna modalità di esecuzione del
trasporto sono analizzati i profili di diritto pubblico e privato, del
trasporto di persone e di cose, più rilevanti per gli operatori e per
gli utenti: ad esempio gli obblighi di servizio pubblico, i diritti dei
passeggeri e le modalità di accesso al mercato dei trasporti. Ciò
dimostra la ricchezza della materia dei trasporti, che è oggetto di
profonda attenzione da parte del legislatore nazionale, europeo e
internazionale, poiché i problemi della mobilità di cose e persone tanto
più si accentuano quanto più si accentua la globalizzazione dei
mercati.
Il fuoco sacro di Roma
Il più importante archeologo italiano racconta il rito del fuoco pubblico che ha coronato la fondazione di Roma.
A Roma la dea del fuoco pubblico era Vesta. Il suo culto è stato
istituito probabilmente da Romolo intorno alla metà dell’VIII secolo
a.C. Due secoli dopo Roma incoraggia su questo fuoco pubblico un mito
fondativo più cosmopolita: sarebbe stato portato nel Lazio da Enea, che
lo avrebbe salvato da Troia in fiamme. Il fuoco dei Romani è stato
spento e riacceso dalle vestali ogni primo giorno di marzo nel corso di
1150 anni. Le sei sacerdotesse, strappate da bambine alla famiglia,
dovevano conservarsi illibate per almeno trent’anni. In compenso veniva
loro riconosciuto un rango elevatissimo ed erano le sole donne che a
Roma possedessero una piena capacità giuridica.
Andrea Carandini e la sua scuola hanno ricostruito il santuario di Vesta e parte del circondario, contribuendo in modo fondamentale alla comprensione del centro sacrale, istituzionale e culturale della città-stato. Grazie a uno scavo durato un trentennio è stato possibile analizzare la radura o lucus di Vesta, i luoghi di culto dei Lari, di Marte e Ops, di Giove Statore, e conoscere le capanne e le case delle vestali, dei re e dei massimi sacerdoti della città-stato.
Raccontare la storia di questo cuore urbano a un vasto pubblico è la ragione del libro. Non sarà più possibile una storia di Roma che ignori le scoperte di questo scavo condotto alla pendice settentrionale del Palatino.
Andrea Carandini e la sua scuola hanno ricostruito il santuario di Vesta e parte del circondario, contribuendo in modo fondamentale alla comprensione del centro sacrale, istituzionale e culturale della città-stato. Grazie a uno scavo durato un trentennio è stato possibile analizzare la radura o lucus di Vesta, i luoghi di culto dei Lari, di Marte e Ops, di Giove Statore, e conoscere le capanne e le case delle vestali, dei re e dei massimi sacerdoti della città-stato.
Raccontare la storia di questo cuore urbano a un vasto pubblico è la ragione del libro. Non sarà più possibile una storia di Roma che ignori le scoperte di questo scavo condotto alla pendice settentrionale del Palatino.
Agrippina, la sposa di un mito
Lorenzo Braccesi - Editori Laterza, 2015
Era figlia di Agrippa, il trionfatore di Azio, e di Giulia, l’unica
figlia di Augusto. La madre colpita dal marchio dell’infamia e relegata
al confino di Ventotene, la sorella esiliata alle Tremiti, l’ultimo
fratello superstite sgozzato nell’isola di Pianosa. Lei sola, Agrippina,
si salva dalla tragedia domestica che si abbatte sulla discendenza
diretta di Augusto. Dal padre aveva appreso la disinvoltura a convivere
con le truppe. Dalla madre aveva assunto il carattere passionale e
l’arroganza di casta non disgiunta dal tratto affascinante che sapeva
sedurre anche i ceti subalterni. Dal nonno Augusto aveva ereditato il
senso dell’autorità e il rispetto per la più antica tradizione dei
valori romani. Ma era donna e, se una donna voleva emergere, doveva
pilotare nell’ombra l’azione del marito. Così fa con Germanico che, per
volontà di Augusto, era stato adottato come erede da Tiberio. Germanico
resta però leale a Tiberio, nonostante la palese e ben motivata
avversione di Agrippina verso il successore del nonno, al quale la
matrona contrappone ad arte le gesta del marito, trasformandolo in mito
vivente. La tragedia però scoppia al ritorno della coppia dall’Egitto.
Di lì a poco Germanico muore e la vedova torna a Roma accusando Tiberio
di essere il mandante della morte del marito. La figura di Agrippina, da
quel momento, si avvia a un tragico tramonto.
Sciamani a Roma antica. I romani e il mondo magico
Leonardo Magini - Castelvecchi, 2015
Pionieristico, innovatore e rivoluzionario questo libro mostra la
presenza dello sciamanesimo nell’inedito contesto della Roma antica, e
porta alla luce questa forma arcaica di religiosità nella sua prima
manifestazione occidentale. Il mito della dea Fortuna – di cui parlano
autori come Ovidio, Livio, Plutarco – e le manifestazioni dello
sciamanesimo sono i due poli della ricerca: da una parte, l’opera della
dea etruscoromana che sovrintende le sorti degli umani; dall’altra, le
azioni del mago e dello stregone. Leonardo Magini racconta e analizza le
cerimonie – dalle celebrazioni dei solstizi ai riti per la liberazione
degli schiavi ai trionfi – ed esplora i luoghi dove oggi sono ancora
presenti i resti di una religiosità profonda e pervasiva eppure mai
studiata fino a questo momento.
King John: England, Magna Carta and the Making of a Tyrant
Stephen Church - Macmillan, 2015
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No English king has suffered a worse press than King John: but how to disentangle legend and reality? The youngest of the five sons of Henry II and Eleanor of Aquitaine, the empire builders of the Angevin dynasty, John had small hope of securing any significant inheritance. Then, in 1199, on the death of his older brother Richard, John took possession of the vast Angevin lands in England and on the continent. But by his death in 1216, he had lost almost all that he inherited, and had come perilously close to losing his English kingdom, too. Drawing on thousands of contemporary sources, Stephen Church tells John's story - from boyhood and the succession crises of his early adulthood, to accession, rebellion and civil war. In doing so, he reveals exactly why John's reign went so disastrously wrong and how John's failure led to the great cornerstone of Britain's constitution: Magna Carta. Vivid and authoritative, King John: England, Magna Carta and the Making of a Tyrant is history at its visceral best.
Aboriginal Customary Law: A Source Of Common Law Title To Land
Ulla Secher; Hart Publishing, 2014
As
noted in the Preface, this book seeks ‘to offer an alternative to
conventional Aboriginal title doctrine,’ namely the doctrine of common
law Aboriginal customary title.
The book starts by explaining the system of feudalism that shaped the
common law and the doctrine of tenure, and the effect of their
reception into the Australian colonies up until the seminal Mabo
decision. The book then re-evaluates pre-Mabo case law from former
British colonies in Africa, as well as the United States, Canada and New
Zealand.
The
book is centred around the High Court’s decision in Mabo, and in
particular the finding that at sovereignty, the Crown only acquired a
radical title to all land, rather than absolute beneficial ownership –
thus overruling an assumption that had guided Australian real property
law since colonisation. This finding enabled the High Court to make it
clear that the underlying basis of Australian land law is an Australian
rather than English version of the doctrine of tenure, and that the
Australian version could accommodate native title, albeit a title which
could be readily extinguished by Crown appropriation and grant. The
author goes further however in arguing that radical title provides the
basis of a new system of land tenure which, in addition to native title,
can accommodate Aboriginal customary law as a source of common law
title to land.
The author maintains however that the jurisprudential underpinnings
for the doctrine of common law Aboriginal customary title are still
consistent with fundamental common law principles. The Mabo decision
provides a broader basis for the doctrine — one which is consistent with
the re-evaluated case law.
The book is not limited however to an analysis of Mabo in relation to
the doctrine of common law Aboriginal customary title. As well as its
consideration of pre-Mabo jurisprudence in other jurisdictions, the book
considers the application of the doctrine and its implications for
Australia, Canada and South Africa. It challenges the reader to
reconceptualise the Crown’s title to land in former colonies and to
reassess conventional doctrines, such as the doctrine of tenure and the
doctrine of continuity.
This is a book for native title practitioners and anyone familiar
with the Mabo decision. It’s not a light read; the reader will need to
give the book their full attention in order to appreciate the importance
of what the author is saying.
However in saying that, the author has done an impressive job at
articulating her thesis in a straightforward yet sophisticated style.
Her comprehensive re-evaluation of relevant case law and her analysis of
Mabo shows a depth of knowledge which flows through the entire book.
Her meticulous research and attention to detail is clearly evident.
Reading this book is well worth the effort; the reader will come away
with a new perspective on Mabo, and a fresh outlook on the future of
Indigenous land rights. I would agree with Kent McNeil’s description in
the foreword that it is ‘a formidable contribution’.
EU Environmental Law, Governance and Decision-Making
Maria Lee
- Hart, 2014
A vast and diverse body of EU law addresses an enormous range of
environmental matters. This book examines a number of areas of
substantive EU environmental law, focusing on the striking preoccupation
of EU environmental law with the structure of decision-making. It
highlights the observation that environmental protection and
environmental decision-making depend intimately on both detailed,
specialised information about the physical state of the world, and on
political judgments about values and priorities. It also explores the
elaborate mechanisms that attempt to bring these distinctive
decision-making resources into EU environmental law in areas including
industrial pollution, chemicals regulation, environmental assessment and
climate change.
Regulation, Enforcement and Governance in Environmental Law
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Richard Macrory - Publisher: Hart Publishing, 2014
Regulation, Enforcement and Governance in Environmental Law is an
updated edition of Richard Macrory's most influential writings. Spanning
his entire career, these are all works which have helped shape
contemporary environmental law and policy. The book includes the full
text of his 2006 Cabinet Office Review on Regulatory Sanctions, new
chapters on the Climate Change Act 2008, the Environment Tribunal, and
analysis of recent leading cases. The book is divided into six thematic
sections: Regulatory reform, Institutional Reform and Change, Dynamics
of Environmental Law, Courts and the Environment, Europe and the
Environment, and Supra-national enforcement of environmental law.
Reviews of the first edition: "This book is surely destined to become a
'must read' for anyone (academic, practitioner or student) interested in
the development of regulation, enforcement, and environmental
governance." P Bishop, IUCN Academy of Environmental Law Journal "An
excellent reference work on environmental law...an extremely important
and valuable edition to the environmental lawyer's bookshelf. C Abbot,
Journal of Environmental Law "It is a rare to find a volume which
consumes one's attention for 765 pages - and rarer still that such a
blockbuster be a law book...This book is not solely for environmental
enthusiasts - it should be essential reading for anyone concerned with
the institutional reform, transparency and accountability in the UK and
EU.
International Law for Common Goods. Normative Perspectives on Human Rights, Culture and Nature
Federico Lenzerini, Ana Filipa Vrdoljak - Hart, 2014
International law has long been dominated by the State. But it has
become apparent that this bias is unrealistic and untenable in the
contemporary world as the rise of the notion of common goods challenges
this dominance. These common goods - typically values (like human
rights, rule of law, etc) or common domains (the environment, cultural
heritage, space, etc) - speak to an emergent international community
beyond the society of States and the attendant rights and obligations of
non-State actors. This book details how three key areas of
international law - human rights, culture and the environment - are
pushing the boundaries in this field. Each category is of current and
ongoing significance in legal and public discourse, as illustrated by
the Syrian conflict (human rights and international humanitarian law),
the destruction of mausoleums and manuscripts in Mali (cultural
heritage), and the Deepwater Horizon oil spill (the environment). Each
exemplifies the need to move beyond a State-focused idea of
international law. This timely volume explores how the idea of common
goods, in which rights and obligations extend to individuals, groups and
the international community, offers one such avenue and reflects on its
transformative impact on international law.
Balancing Human Rights, Environmental Protection and International Trade: Lessons from the EU Experience (Studies in International Trade Law)
Reid, Emily - Hart Publishing, 2015
This book explores the
means by which economic liberalization can be reconciled with human
rights and environmental protection in the regulation of international
trade. It is primarily concerned with identifying the lessons the
international community can learn, specifically in the context of the
World Trade Organization, from decades of European Community and EU
experience in facing this question. The book demonstrates, first, that
it is possible to reconcile the pursuit of economic and non-economic
interests, that the EU has found a mechanism by which to do so, and that
the application of the principle of proportionality is fundamental to
the realization of this. It is argued that the EU approach can be
characterized as a practical application of the principle of sustainable
development. Second, from the analysis of the EU experience, the book
identifies fundamental conditions crucial to achieving this
'reconciliation.' Finally, the book explores the implications of lessons
from the EU experience for the international community. In so doing, it
assesses both the potential and limits of the existing international
regulatory framework for such reconciliation. The book develops a deeper
understanding of the inter-relationship between the legal regulation of
economic and non-economic development, adding clarity to the debate in a
controversial area. It argues that a more holistic approach to the
consideration of 'development,' encompassing economic and non-economic
concerns -- 'sustainable' development -- is not only desirable in
principle, but realizable in practice. (Series: Studies in International
Trade Law) [Subject: Economics, International Law, Trade Law, Human
Rights Law, Environmental Law]
Process and Procedure in EU Administration
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This
book is about the administrative procedures of the European Union,
which we see as the 'super glue' holding in place the sprawling
structures of the EU governance system. The early chapters deal with the
structures expansively defined, the diverse functions of administrative
procedures in the EU and the values that underpin them, concentrating
on the respective contributions of the legislature and administration. A
separate chapter deals with the important procedural function of rights
protection through the two Community Courts and the contribution of the
European Ombudsman. We then turn to 'horizontal' or general procedures,
dealing with executive law-making, transparency and the regulation of
government contracting. A study of Commission enforcement procedure ends
the section. 'Vertical' or sector-specific studies in significant areas
of EU administration follow, including competition policy, cohesion
policy (structural funds) and financial services regulation. Separate
chapters deal with policing cooperation through Europol and with the
interplay of international and EU institutions in the fields of
environmental procedure and human rights. The final chapter contains the
authors' reflections on current proposals for codification but ends
with a general evaluation of the role and contribution of administrative procedure in the construction of the EU.
The Evolution of Law and the State in Europe: Seven Lessons
Spyridon Flogaitis -Bloomsbury Publishing, 06 nov 2014
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Most
books about public power and the state deal with their subject from the
point of view of legal theory, sociology or political science. This
book, without claiming to deliver a comprehensive theory of law and
state, aims to inform by offering a fresh reading of history and
institutions, particularly as they have developed in continental Europe
and European political and legal science. Drawing on a remarkably wide
range of sources from both Western and Eastern Europe, the author
suggests that only by knowing the history of the state, and state
administration since the twelfth century, can we begin to comprehend the
continuing importance of the state and public powers in modern Europe.
In an era of globalization, when the importance of international law and
institutions frequently lead to the claim that the state either no
longer exists or no longer matters, the truth is in fact more complex.
We now live in an era where the balance is shifting away from the
struggle to build states based on democratic values, towards fundamental
values existing above and beyond the borders of nations and states,
under the watchful gaze of judges bound by the rule of law.
A Precariat Charter: From Denizens to Citizens
Guy Standing - A&C Black, 2014
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This new book takes the debate a stage further, looking in more detail at the kind of progressive politics that might form the vision of a Good Society in which such inequality, and the instability it produces, is reduced.
A Precariat Charter discusses how rights - political, civil, social and economic - have been denied to the Precariat, and argues for the importance of redefining our social contract around notions of associational freedom, agency and the commons.
Judging Positivism
Margaret Martin - Bloomsbury Publishing, 01 dic 2014
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A New Introduction to Comparative Law
Jaakko Husa - Bloomsbury Publishing, 28 mag 2015
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This
thought-provoking introduction to the study of comparative law provides
in-depth analyses of all major comparative methodologies and theories
and serves as a common sense guide to the study of foreign legal
systems. It is written in a lively and accessible style and will prove
indispensable reading to students of the subject. It also contains much
that will be of interest to comparative law scholars, offering novel
insights into commonplace methodological and theoretical questions and
making a significant contribution to the field.
Roman Faith and Christian Faith: Pistis and Fides in the Early Roman Empire and Early Churches
Teresa Morgan - Oxford University Press, 2015
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This
study investigates why "faith" (pistis/fides) was so important to early
Christians that the concept and praxis dominated the writings of the
New Testament. It argues that such a study must be interdisciplinary,
locating emerging Christianities in the social practices and mentalites
of contemporary Judaism and the early Roman empire. This can, therefore,
equally be read as a study of the operation of pistis/fides in the
world of the early Roman principate, taking one small but relatively
well-attested cult as a case study in how micro-societies within that
world could treat it distinctively.
Drawing on recent work in sociology and economics, the book traces the varying shapes taken by pistis/fides in Greek and Roman human and divine-human relationships: whom or what is represented as easy or difficult to trust or believe in; where pistis/fides is "deferred" and "reified" in practices such as oaths and proofs; how pistis/fides is related to fear, doubt and scepticism; and which foundations of pistis/fides are treated as more or less secure.
The book then traces the evolution of representations of human and divine-human pistis in the Septuagint, before turning to pistis/pisteuein in New Testament writings and their role in the development of early Christologies (incorporating a new interpretation of pistis Christou) and ecclesiologies. It argues for the integration of the study of pistis/pisteuein with that of New Testament ethics. It explores the interiority of Graeco-Roman and early Christian pistis/fides. Finally, it discusses eschatological pistis and the shape of the divine-human community in the eschatological kingdom.
Drawing on recent work in sociology and economics, the book traces the varying shapes taken by pistis/fides in Greek and Roman human and divine-human relationships: whom or what is represented as easy or difficult to trust or believe in; where pistis/fides is "deferred" and "reified" in practices such as oaths and proofs; how pistis/fides is related to fear, doubt and scepticism; and which foundations of pistis/fides are treated as more or less secure.
The book then traces the evolution of representations of human and divine-human pistis in the Septuagint, before turning to pistis/pisteuein in New Testament writings and their role in the development of early Christologies (incorporating a new interpretation of pistis Christou) and ecclesiologies. It argues for the integration of the study of pistis/pisteuein with that of New Testament ethics. It explores the interiority of Graeco-Roman and early Christian pistis/fides. Finally, it discusses eschatological pistis and the shape of the divine-human community in the eschatological kingdom.
Inleiding tot het nederlandse international privaatrecht (11. ed)
L. Strikwerda - Kluwer, 2015
L. Strikwerda - Kluwer, 2015
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