Cultural warfare and trust:
fighting the mafia in Palermo
Carina Gunnarson
"Mechanisms are very much a part of social life. For example, we can see that inequality has tended to increase over time and that cities can become segregated. But how do such mechanisms work? Analytical sociology is an influential approach to sociologywhich holds that explanations of social phenomena should focus on the social mechanisms that bring them about. This book evaluates the major features of this approach, focusing on the significance of the notion of mechanism. Leading scholars seek to answer a number of questions in order to explore all the relevant dimensions of mechanism-based explanations in social sciences. How do social mechanisms link together individual actions and social environments? What is the role of multi-agent modelling in the conceptualization of mechanisms? Does the notion of mechanism solve the problem of relevance in social sciences explanations?"
Il volume intende offrire una descrizione dei due software per l'analisi qualitativa assistita da computer, atlas.ti e maxqda, mettendoli a confronto e offrendo al contempo una guida facile e completa per il loro utilizzo, in alternativa o in aggiunta ai corposi manuali ufficiali in lingua inglese. Nella prima parte del testo, dopo avere descritto il dibattito e l'evoluzione sugli approcci più rappresentati nel panorama della ricerca qualitativa (Grounded theory classica e costruttivista, Situational analysis, analisi narrative, Thematic field analysis), vengono chiariti e definiti i contorni dei programmi a supporto delle analisi qualitative con una progressiva focalizzazione sulle più recenti opzioni metodologiche e tecniche. Nella seconda parte, i principali passaggi teorico-metodologici vengono tradotti in guida operativa: studenti e laureandi, ma anche docenti e ricercatori troveranno risposte alle più urgenti domande sulle opzioni e soluzioni tecniche, sempre corredate da esempi e risultati di ricerche. Lo sviluppo del testo guida attraverso le fasi e le procedure delle analisi qualitative toccando sia gli aspetti tecnici e operativi sia le questioni di ordine teorico-metodologico. Considerando la ricerca come un processo in divenire, nella parte conclusiva del volume si chiariscono le potenzialità di questi strumenti per la progettazione di disegni di ricerca di tipo integrato ("mixed methods") fra approcci qualitativi e quantitativi.
Come cambiano le nostre società di fronte ai fenomeni migratori? Ripercorrendo il dibattito sull'uso dei programmi dedicati alla ricerca qualitativa, il presente volume offre una guida per affrontare le questioni riguardanti l'analisi dei dati qualitativi e preziose indicazioni pratiche per gestire le procedure di analisi attraverso il programma NVivo (Non-numerical Unstructured Data*Indexing, Searching and Theorizing Vivo). Un software che si presta ad essere non solo un pratico strumento di lavoro ma anche un utile dispositivo che aiuta a conservare la memoria di un processo di analisi, a ricostruire le strategie metodologiche e le scelte adottate ai fini dell'interpretazione dei materiali di ricerca.
Il volume si apre esaminando i cambiamenti che città e cinema, come forme in stretto rapporto e paradigmatiche della modernità, hanno subito negli ultimi sessant'anni. Nella seconda parte, La città nel cinema americano, è evidenziato l'oscillamento, dagli anni cinquanta agli anni settanta, tra un ethos antiurbano, che vede la città come luogo inquieto e inquietante, e un ottimismo di maniera, che propone la metropoli come grande occasione di ascesa sociale. Negli anni ottanta e novanta la città, nella cinematografia americana, è descritta invece come obiettivo sensibile di minacce di diverso tipo, anticipando un topos che continuerà dopo l'undici settembre. Si passa poi alla città nel cinema italiano, giudicato, dopo il neorealismo, come fortemente urbano, diviso tra film che tematizzano l'immigrazione meridionale nelle grandi metropoli del nord e opere che analizzano in chiave critica il periodo del boom economico. Negli anni ottanta il cinema italiano perde in parte il contatto con la realtà urbana, recuperandolo nel decennio successivo. Il nuovo millennio del nostro cinema si caratterizza, infine, per una nuova attenzione ad una dimensione socio-territoriale che riprende i temi delle periferie e del rapporto nord-sud. Il volume si chiude contestualizzando il fenomeno delle Film Commission e del movie induced tourism indici anche di un nuovo, e programmatico, ruolo del cinema come strumento promozionale del marketing urbano.
L'Unione europea non ha competenza in materia di governo del territorio. Intrapreso però il cammino dell'integrazione all'insegna della "coesione", UE e Stati membri sono impegnati dagli anni Novanta in programmi e progetti comuni di sviluppo territoriale e locale, che coinvolgono regioni e città. La governance territoriale europea è il contesto e, insieme, il prodotto di tali processi che, nel loro complesso divenire, modificano le forme di governo del territorio istituite nei vari paesi e sfidano gli approcci teorici consolidati. Basato su ricerche elaborate nell'ambito della rete ESPON (European Spatial Pianning Observation Network), questo volume propone al pubblico italiano lo stato della discussione internazionale sulla "costruzione del territorio europeo". Il libro è rivolto a studiosi e studenti di pianificazione territoriale, geografia, scienze politiche e studi europei, nonché a politici, funzionari pubblici e soggetti che, a vario titolo, operano nel campo delle politiche urbane e territoriali.
For most of the vast span of human history, economic growth was all but nonexistent. Then, about two centuries ago, some nations began to emerge from this epoch of economic stagnation, experiencing sustained economic growth that led to significant increases in standards of living and profoundly altered the level and distribution of wealth, population, education, and health across the globe. The question ever since has been--why? This is the first book to put forward a unified theory of economic growth that accounts for the entire growth process, from the dawn of civilization to today. Oded Galor, who founded the field of unified growth theory, identifies the historical and prehistorical forces behind the differential transition timing from stagnation to growth and the emergence of income disparity around the world. Galor shows how the interaction between technological progress and population ultimately raised the importance of education in coping with the rapidly changing technological environment, brought about significant reduction in fertility rates, and enabled some economies to devote greater resources toward a steady increase in per capita income, paving the way for sustained economic growth.Presents a unified theory of economic growth from the dawn of civilization to today Explains the worldwide disparities in living standards and population we see today Provides a comprehensive overview of the three phases of the development process Analyzes the Malthusian theory and its empirical support Examines theories of demographic transition and their empirical significance Explores the interaction between economic development and human evolution
Es necesario extender la lectura sobre el bandolerismo a las formas de mediación y negociación entre actores sociales e institucionales, a la lucha entre “parcialidades”, más allá del estudio de los “salteadores de camino”. Los intentos de intervención de la Corona en esos mecanismos de “justicia negociada”, poco exitosos, demuestran que la historia de la Sicilia moderna no puede leerse según una dirección unívoca: por un lado, la Monarquía en el camino hacia el absolutismo y, por otro, la periferia y las comunidades como focos de resistencia contra el Rey. Según esa mirada, el reino de Sicilia a caballo de los siglos XVI Y XVII pone en discusión tópicos y aproximaciones historiográficas consolidadas: desde la construcción del Estado moderno hasta la dialéctica entre centro y periferias, pasando por la misma representación de una Justicia ciega, ya que ésta no era la adecuada para una realidad que pretendía acogerse a otra justicia, aquella de los ajustes de cuenta y paces privadas. Se trata por tanto de un enfoque destinado, sin duda, a abrir un debate entre los especialistas y a llamar la atención de apasionados lectores de la historia: ¿Sicilia constituye la excepción en el panorama mediterráneo o esa estereotipada excepción podría revelarse parecida, por lo menos, a otros territorios de la Monarquía hispánica?
Balancing is an indispensable instrument of legal reasoning, both with respect to the interpretation and application of basic and human rights and to numerous other fields of law. However, the objectivity, rationality, and legitimacy of this method are now being contested. It is criticised as irrational and arbitrary, a threat to legal certainty, and an illegitimate interference of courts with the political sphere. The contributions in this volume are devoted to an examination of these issues. Some of them discuss the structure of balancing and offer advanced theoretical analyses. A main focus is Robert Alexy's weight formula. Other issues are the problem of rationality of balancing and its legitimacy in judicial decision-making, in particular regarding the application of the principle of proportionality in constitutional and European Community law.
«Se si osserva il periodo storico degli ultimi vent’anni – dalla caduta del muro di Berlino in poi – non è difficile avanzare la constatazione che la sociologia ha prestato relativamente poca attenzione alla dimensione del conflitto come categoria centrale per l’analisi dei processi sociali della seconda modernità. E ciò di fronte ad una evidente ripresa di tutto un repertorio di guerre, di scontri e di contese. È come se con la fine del secolo breve fossero venute meno le ragioni per guardare all’organizzazione sociale ed alla forma di società attraverso la lente determinante delle dinamiche del conflitto»
In un mondo dominato da incertezza, velocità dei cambiamenti, compressione del tempo e dello spazio, il luogo che si considera come "casa" è quello dove appare possibile ricomporre a unità i frammenti dell'esperienza. In questo senso, il sentirsi a casa non si collega soltanto allo spazio fisico dell'"abitazione" tradizionalmente intesa. Soprattutto per i giovani, questa esperienza può passare, oggi, attraverso una relazione soggettivamente significativa con alcuni tempi e spazi collettivi che prendono forma nella città. Vere e proprie "isole di durata", questi spazi-tempi mettono in evidenza i mutamenti che hanno investito la realtà giovanile e delineano nuove reti concettuali necessarie per interpretarla. Il libro ricostruisce questi cambiamenti prendendo le mosse da una ricerca nazionale sulla costruzione dello spazio-tempo nelle pratiche del quotidiano, in particolare dai risultati delle indagini svolte a Pavia e a Milano, rispettivamente sul vissuto degli spazi domestici e sulla nuova relazione con gli spazi pubblici da parte dei giovani. Una guida indispensabile per comprendere i vissuti giovanili e le pratiche di resistenza quotidiane che i giovani mettono in atto, superando le tradizionali dicotomie tra sfera del pubblico e sfera del privato. Ma anche, più in generale, per approfondire la comprensione delle dimensioni e delle dinamiche simboliche che caratterizzano la vita quotidiana nell'epoca della globalizzazione.
Questo fascicolo di Quaderni di Economia del Lavoro contiene, in lingua italiana o in lingua inglese, i contributi fondamentali inclusi nei Rapporti intermedio e finale del progetto di ricerca comparativo YOUTH (Young in Occupation and Unemployment: Thinking on their better integration into the Labour Market) affidato dalla Commissione Europea a un gruppo di istituti di ricerca europei, diretti dall'ISFOL e coordinati dal CESOS con il supporto del CERES. La ricerca è stata guidata da un Comitato Scientifico composto dai Proff. Luigi Frey, dell'Università di Roma (La Sapienza), Paolo Federighi dell'Università di Firenze, Renata Livraghi dell'Università di Parma. Il gruppo di lavoro ha analizzato, sulla base di ipotesi teoriche suggerite dai "capabilities e life-cycle approaches", la problematica del lavoro giovanile e la possibilità di affrontarla mediante strategie di "flexicurity" nei diversi Paesi membri dell'Unione Europea. Tra l'altro, non mancano numerosi riferimenti alla letteratura esistente in materia e a documenti pubblicati a livello europeo, specialmente negli ultimi anni.
If a country's Gross Domestic Product increases each year, but so does the percentage of its people deprived of basic education, health care, and other opportunities, is that country really making progress? If we rely on conventional economic indicators, can we ever grasp how the world's billions of individuals are really managing?In this powerful critique, Martha Nussbaum argues that our dominant theories of development have given us policies that ignore our most basic human needs for dignity and self-respect. For the past twenty-five years, Nussbaum has been working on an alternate model to assess human development: the Capabilities Approach. She and her colleagues begin with the simplest of questions: What is each person actually able to do and to be? What real opportunities are available to them? The Capabilities Approach to human progress has until now been expounded only in specialized works. Creating Capabilities, however, affords anyone interested in issues of human development a wonderfully lucid account of the structure and practical implications of an alternate model. It demonstrates a path to justice for both humans and nonhumans, weighs its relevance against other philosophical stances, and reveals the value of its universal guidelines even as it acknowledges cultural difference, Nussbaum shows how—by attending to the narratives of individuals and grasping the daily impact of policy—we can enable people everywhere to live full and creative lives.
Ce livre décrit en quelque soixante poèmes toute l'histoire de la bande dessinée, de Rodolphe Töpffer, qui inventa le genre dans sa forme contemporaine, à Aurélia Aurita, auteure de Fraise et chocolat, en passant par tous les grands auteurs américains et européens qui ont " fait " la bande dessinée et qui lui ont permis de devenir un des arts les plus vivants d'aujourd'hui. Les poèmes, toutefois, ne sont pas de simples descriptions des bandes dessinées ou de leurs auteurs, mais tentent à chaque fois de saisir ce qu'une œuvre a de plus spécifique, et de rattacher cette "griffe" à une expérience de lecture qui ajoute aux dessins des perspectives inédites et imprévues. En ce sens, les poèmes se veulent à la fois une anthologie de la bande dessinée, mais faite à l'aide de mots seulement, et une encyclopédie de tout ce qu'on pourrait dire, écrire et penser sur elle.
Il termine lobby viene usato nel linguaggio dei media italiani per indicare fenomeni oscuri e trame segrete nell'orientamento delle decisioni politiche. In realtà, il lobbying, ove previsto e regolato da norme, consente, in molti sistemi politici democratici, l'attività di relazione con il decisore pubblico in termini trasparenti e conformi alle leggi. Nel sistema politico europeo e italiano la regolazione del lobbying sembra individuare percorsi peculiari. Da un lato Commissione e Parlamento europeo hanno identificato una policy regolativa minimale e volontaria, basata sulla trasparenza e sulla collaborazione, per le lobbies di Bruxelles e Strasburgo. Dall'altro lato, le istituzioni politiche italiane, forti di una tradizionale assenza di regolazione che sembra incontrarsi con l'attuale fase di deregulation globale, non hanno disciplinato, nonostante molti disegni di legge presentati in materia, un fenomeno dotato di un'importanza e un'autonomia crescente nella pressure politics nazionale. In questo senso appare interessante, in termini di sussidiarietà, l'intervento di alcune Regioni italiane che hanno stabilito una disciplina regionale per i gruppi di pressione. Questo volume mette in luce tali percorsi regolativi del lobbying e ne traccia caratteri, modalità e obiettivi.
An important part of the legal domain has to do with rule-governed conduct, and is expressed by the use of notions such as norm, obligation, duty, and right. These require us to acknowledge the normative dimension of law. Normativity is, accordingly, to be regarded as a central feature of law lying at the heart of any comprehensive legal-theoretical project. The essays collected in this book are meant to further our understanding of the normativity of law. More specifically, the book stages a thorough discussion of legal normativity as approached from three strands of legal thought that are particularly influential and which play a key role in shaping debates on the normative dimension of law: the theory of planning agency, legal conventionalism and the constitutivist approach. While the essays presented here do not aspire to give an exhaustive picture of these debates--an aspiration that would be, by its very nature, unrealistic--they do provide the reader with some authoritative statements of some widely discussed families of views of legal normativity. In pursuing this objective, these essays also encourage a dialogue between different traditions of study of legal normativity, stimulating those who would not otherwise look outside their tradition of thought to engage with new ideas and, ultimately, to arrive at a more comprehensive account of the normativity of law.
Modern jurisprudence embodies two distinct traditions of thought about the nature of law. The first adopts a scientific approach which assumes that all legal phenomena possess universal characteristics that may be used in the analysis of any type of legal system. The main task of the legal philosopher is to disclose and understand such characteristics,which are thought to be capable of establishment independently of any moral or political values which the law might promote, and of any other context-dependent features of legal systems. Another form of jurisprudential reflection views the law as a complex form of moral arrangement which can only be analysed from within a system of reflective moral and political practices. Rather than conducting a search for neutral standpoints or criteria, this second form of theorising suggests that we uncover the nature and purpose of the law by reflecting on the dynamic properties of legal practice. Can legal philosophy aspire to scientific values of reasoning and truth? Is the idea of neutral standpoints an illusion? Should legal theorising be limited to the analysis of particular practices? Are the scientific and juristic approaches in the end as rigidly distinct from one another as some have claimed?In a series of important new essays the authors of Jurisprudence or Legal Science? attempt to answer these and other questions about the nature of jurisprudential thinking, whilst emphasising the connection of such 'methodological' concerns to the substantive legal issues which have traditionally defined the core of jurisprudential speculation. The list of contributors includes R. Alexy, S. Coyle, J. Gorman, C. Heidemann, P. Leith, J. Morison, G. Pavlakos and V. Rodriguez-Blanco.
Genitori in coppia, coniugata e di fatto, più di due genitori, un figlio ad ogni costo, genitori omosessuali: diversi modi di essere madri e padri e una molteplicità di forme di famiglia. Nel volume si racconta come, dalla società moderna a quella contemporanea, l'esperienza di essere genitori sia mutata nelle sue caratteristiche e nei suoi valori: dal ruolo delle madri, che sempre più guardano fuori dalla sfera domestica e ricercano nel lavoro occasioni di realizzazione personale, a quello dei padri, più presenti nella cura dei figli e nella condivisione dei compiti familiari, dal declino del modello tradizionale di famiglia alla formazione di nuovi nuclei in cui si intrecciano legami biologici e sociali. Affetti, sfide, nuovi rischi e responsabilità dei genitori di oggi.
Quali caratteristiche deve avere un "buon" manuale di Metodologia della ricerca sociale? Chiarezza espositiva, completezza, ricchezza di esempi, innovatività, lungimiranza. Questo manuale contiene tutte queste importanti caratteristiche, messe in luce dal fecondo dialogo tra autrici e autori. La prospettiva utilizzata è altresì fortemente orientata alla relazione tra ricerca e mutamento sociale: ampio spazio è dedicato alle trasformazioni sociali e agli importanti cambiamenti che hanno interessato le pratiche di ricerca al fine di entrare in relazione con un mondo sempre più complesso. Il mondo della ricerca qualitativa sottolinea altresì che i mondi "quali" e "quanti" non sono poi tra loro così distanti e che, nel particolare, la ricerca qualitativa è sempre più aperta al confronto e all'integrazione con metodi di carattere quantitativo
Sulle pratiche di consumo da alcuni decenni la sociologia ha posto un suo punto di osservazione, indagando sulla molteplicità di fattori che caratterizzano gli orientamenti e le scelte da parte dei consumatori; esiste perciò su questo tema una notevole letteratura che, a partire dalle fonti di produzione dei beni, ha analizzato le diverse modalità con le quali le persone si orientano nelle scelte di quei prodotti che segnano, definiscono e costituiscono la distinzione identitaria. In questo panorama il volume raccoglie i risultati di un'indagine sui consumi culturali dei giovani in due città della Campania, Napoli e Salerno. La ricerca si configura come strettamente sociologica e indirizzata dall'obiettivo di analizzare la molteplicità di modelli con i quali è possibile distinguere tipologie di consumo e che richiamano precisi orientamenti culturali, al di là di quell'aspetto che, nelle società avanzate, definisce in soli termini di commercializzazione il rapporto consumatore-produttore e le dinamiche e differenti forme con le quali si distinguono qualità-quantità del consumo.
I luoghi del tempo libero sono oggi diventati meticci: le spiagge, i lungolaghi, i parchi, i giardini pubblici, i centri commerciali polifunzionali sono luoghi dove la convivenza interculturale è un dato di fatto. Famiglie originarie di altri paesi, con tratti somatici, abbigliamenti, lingue che rimandano a mondi lontani, nelle quali visibilmente convivono quattro (e talvolta cinque) generazioni, sono sempre più «vere presenze» nelle occasioni en plein air del tempo libero.
Perché i giovani rinviano quelle scelte cruciali (uscire di casa, formare un’unione stabile, avere un figlio) che segnano il passaggio a una piena e autonoma maturità? E perché mai, a ben vedere, lasciarsi andare a queste scelte al buio, in una società che non le impone più come norma e fa di tutto per disincentivarle?
Antonio Mordini, Edmondo De Amicis, Leopoldo Franchetti, Giuseppina Le Maire, Luigi Einaudi, Giuseppe Donati, Piero Gobetti, Giuseppe Cenzato, Rodolfo Morandi, Ezio Vanoni, Adriano Olivetti, Massimo Severo Giannini, Giulio Pastore, Pasquale Saraceno, Mario Romani, Giorgio Ceriani Sebregondi, Carlo Emilio Gadda e Danilo Dolci sono i diciotto protagonisti del libro. Si tratta di interpreti di alto livello, spesso di primo piano, della vita pubblica e privata - statisti, imprenditori, giuristi, economisti, sociologi, letterati, saggisti, filantropi - tutti non meridionali, le cui voci testimoniano nell'arco di centotrenta anni, a partire dall'unità d'Italia, un'attenzione viva e partecipe, spesso assai originale, alla causa di un Mezzogiorno moderno che sia capace di concorrere a pieno titolo allo sviluppo complessivo del Paese. Dagli scritti riportati nel volume, che Sergio Zoppi compone in una trama unitaria riflettendo sui problemi, le attese e le questioni attuali del nostro Sud, emergono, sia pure con interessi e sensibilità assai diversi tra loro, analisi rigorose e un vigoroso impegno civile nell'auspicio di un'Italia solidalmente unita.
La prolungata crisi economica e occupazionale globale, che sta mettendo addirittura in discussione il processo di unificazione europea, pare colpire soprattutto i giovani, certamente i più danneggiati dall'attuale congiuntura negativa. Il volume espone per la prima volta in Italia i risultati emersi da lunghi e approfonditi progetti di ricerca internazionali come GLOBALIFE e flexCAREER, nonché dalla rete di ricerca TransEurope, che hanno offerto un contributo decisivo alla comprensione degli effetti di fenomeni quali globalizzazione e transnazionalismo sulla condizione giovanile, indagando le loro conseguenze sui percorsi di carriera delle più giovani generazioni e sul loro corso di vita (transizione scuola-lavoro, ingresso nel mercato del lavoro, stabilizzazione occupazionale, costruzione di una famiglia, progetti di maternità/paternità). L'analisi comparativa tra paesi europei e l'approfondimento sull'Italia con le sue differenze territoriali permette di fornire spunti importanti per un ri-orientamento, quanto mai necessario, delle politiche pubbliche rivolte ai giovani.
Un paese che scommette sul proprio futuro è un paese che investe prima di tutto in ricerca, formazione del capitale umano, occupazione e crescita del sistema produttivo. I dati del XII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati 2008, presentati all'Università di Cosenza il 19 marzo 2010, dimostrano che, nonostante alcuni timidi segnali di ripresa, l'onda lunga della crisi economica sta ancora dispiegando i suoi effetti colpendo soprattutto le giovani generazioni, i laureati meglio preparati, di ogni ordine e grado. I numeri del Rapporto non fanno sconti: la disoccupazione è lievitata rispetto all'anno passato, non solo fra i laureati triennali ma anche fra i laureati magistrali, mettendo a dura prova anche i titoli considerati tradizionalmente più solidi. In questo contesto il sistema formativo italiano ed europeo deve farsi carico di una vera e propria emergenza sociale, culturale ed economica, sottraendo tante menti eccellenti a un destino professionale privo di prospettive e caratterizzato da un mercato del lavoro che non assume e da un mondo della ricerca privo di mezzi. Quale potrà essere allora il ruolo dei laureati nel futuro di Italia ed Europa? I numerosi contributi scientifici raccolti in queste pagine cercano, ognuno a suo modo, di dare risposta proprio a questa domanda dimostrando a più riprese che la leva strategica che permette di uscire dalla crisi è l'investimento nella formazione delle giovani generazioni.
Le savez-vous ? a-t-on pu lire à l’automne 2011 sur des affiches à Nantes, au XVIIIe siècle, 450 000 Africains ont été déportés par les expéditions négrières nantaises. C’est la vérité, mais cela conforte le public dans l’idée que la traite des Noirs fût l’infame trafic du seul siècle des Lumières, au cours duquel la ville s’est enrichie et embellie. Or, au XIXe siècle, allant à contre-courant du mouvement protestataire qui abolit la traite au Royaume-Uni en 1807, Nantes s’érigea en bastion de l’Europe négrière illégale et déporta jusqu’en 1830 quelque cent mille captifs supplémentaires. L’histoire de la Bonne-Mère, navire construit et armé pour la côte de Guinée en 1802 par un négociant de l’île Feydeau, ex-planteur esclavagiste, catholique et franc-maçon, est l’occcasion pour Éric Saugera, spécialiste de la traite négrière française du XIXe siècle, de s’arrêter sur cette période méconnue de l’histoire de Nantes, grâce à des archives privées inédites d’un intérêt majeur.