I bibliotecari sono a disposizione dell'utenza per ricerche bibliografiche sul catalogo
e per assistenza nell'uso delle risorse della Biblioteca digitale.
Il personale fornisce inoltre informazioni su tutti i servizi bibliotecari.

lunedì 8 ottobre 2012

Cittadini a metà:

Come hanno rubato i diritti degli italiani
 
Anteprima del libro


Front CoverDavanti alla legge — ma anche alla scuola, al lavoro, alla pensione, alla politica, alla nascita e alla morte, all’infanzia e alla vecchiaia — non siamo tutti uguali. In Italia i divari salariali tra uomini e donne sono più elevati che nella maggior parte dei Paesi europei, e le donne sono di fatto escluse dai ruoli di potere: nei ministeri sono la metà dei dipendenti, ma solo un sesto dei dirigenti e nei consigli di amministrazione delle grandi aziende del Paese sono solo una su cento. I giovani scontano a caro prezzo la flessibilità di un mercato del lavoro privo di un adeguato sistema di protezione sociale. La crisi ha colpito le fasce economicamente più deboli e l’altissima pressione fiscale non è compensata da una redistribuzione efficace. Anzi, siamo ai primi posti nella graduatoria dei Paesi dove la sperequazione tra ricchi e poveri è maggiore. Questa cristallizzazione delle disuguaglianze fa scivolare indietro il nostro Paese. Uno Stato che ha delegato il welfare alla solidarietà familiare e le scelte sui grandi temi della vita e della morte alla Chiesa cattolica, che non investe nei piccoli e non protegge i vecchi non autosufficienti, non riconosce le coppie di fatto e fatica a riconoscere diritti agli immigrati, è frutto di una democrazia debole e di una cultura politica e civile dove maschilismo, familismo e razzismo formano spesso una miscela esplosiva. Eppure, in questi anni duri, i cittadini a metà hanno continuato a esprimere la lorovoglia di dissentire, di contare, di condividere diritti e responsabilità. È, la loro, una disponibilità preziosa che va riconosciuta e coltivata perché porta in sé la forza di reagire, e il respiro per affrontare le sfide politiche, economiche, etiche e sociali che ci attendono.

What Should Constitutions Do?


Ellen Frankel Paul, Fred D. Miller, Jr, Jeffrey Paul
 
Front Cover
The essays in this volume--written by prominent philosophers, political scientists, and legal scholars--address these questions and explore related issues. Some essays examine the basic purposes of constitutions and their status as fundamental law. Some deal with specific constitutional provisions: they ask, for example, which branches of government should have the authority to conduct foreign policy, or how the judiciary should be organized, or what role a preamble should play in a nation's founding document. Other essays explore questions of constitutional design: they consider the advantages of a federal system of government, or the challenges of designing a constitution for a pluralistic society--or they ask what form of constitution best promotes personal liberty and economic prosperty.

Constitution Café:

Jefferson's Brew for a True Revolution
 
 
Front CoverAnteprima del libro
“A provocative extension of Jefferson’s original plan.”—Kirkus Reviews
Thomas Jefferson believed that every generation of Americans should rewrite our Constitution from scratch—to mirror the progress of the human mind and, most of all, to maintain the revolutionary spirit. He would be dismayed that it’s considered untouchable these days. Taking up Jefferson’s cause, Christopher Phillips leads a motley group of Americans across the fruited plain in an offbeat Constitutional Convention. His Constitution Café project is sparking a much-needed conversation about our founding document and forging common ground at a time when our country needs it most.

Dispersione scolastica e politiche per il successo formativo. Dalla ricerca sugli early school leaver alle proposte di innovazione


 
Front CoverLa prevenzione dell'insuccesso formativo e dell'abbandono degli studi costituisce un obiettivo di primaria importanza per tutti i paesi membri dell'Unione Europea alla luce dei nuovi obiettivi della strategia di Lisbona 2020. L'Italia, pur avendo fatto negli ultimi anni discreti passi avanti, si colloca tra i paesi ancora lontani dal target del 10 per cento massimo di ragazzi che non raggiungono il diploma di istruzione superiore o di qualificazione professionale prima di entrare nel mondo del lavoro. Prima di stabilire strategie adeguate, occorre chiarire la natura delle cause che portano alla dispersione scolastica oggi. La ricerca qui contenuta dimostra, mediante un approccio qualitativo, che oltre alle cause dirette dell'abbandono (collocate nella scelta errata della scuola), vi sono cause remote (in cui è protagonista la famiglia dell'allievo) e cause nascoste (il cosiddetto sogno lavoristico che riguarda i giovani attratti da una domanda lavorativa di bassa qualificazione). Occorre innovare le politiche locali, le uniche in grado di far leva sulle cause reali, remote e nascoste dell'abbandono, coinvolgendo alla pari i terminali del processo di abbandono: scuole, famiglie, imprese.

La globalizzazione e la fine del sociale. Per comprendere il mondo contemporaneo

 

Front CoverI modelli tradizionali con cui continuiamo a pensare e descrivere la società, e in base ai quali pretendiamo di governarla, sono ormai superati e inservibili. Questi modelli rispecchiano infatti l'organizzazione del capitalismo industriale, imperniata sugli stati nazionali, sulla contrapposizione tra borghesia e proletariato e sul radicamento territoriale degli apparati produttivi. Nell'economia globalizzata di oggi queste categorie si dimostrano inadeguate e distanti dalle pratiche di vita reali. Per Touraine è necessario ridisegnare la mappa della società: con questo libro fa emergere attori, conflitti, identità personali e collettive che costituiscono il nuovo paesaggio sociale.

A Tour of the Senses:

How Your Brain Interprets the World
 
Anteprima del libro

Ever wonder why some people have difficulty recognizing faces or why food found delicious in one culture is reviled in another? John M. Henshaw ponders these and other surprising facts in this fascinating and fast-paced tour of the senses.
Front CoverFrom when stimuli first excite our senses to the near-miraculous sense organs themselves to the mystery of how our brain interprets senses, Henshaw explains the complex phenomena of how we see, feel, taste, touch, and smell. He takes us through the rich history of sensory perception, dating back to Aristotle’s classification of the five main senses, and helps us understand the science and technology behind sensory research today.
A Tour of the Senses travels beyond our human senses. Henshaw describes artificial sensing technologies and instruments, unusual sensory abilities of the animal kingdom, and techniques for improving, rehabilitating, and even replacing sense organs.
This entertaining introduction to sensory science is a clever mix of research findings and real-world stories that helps us understand the complex processes that turn sensory stimuli into sophisticated brain responses.
 

Front CoverLa vaghezza

Elisa Paganini

Quanti granelli di sabbia ci vogliono per fare un mucchio? In che istante si cessa di essere bambini? Quanti soldi ha il meno povero tra i poveri? È ovvio che a domande del genere non siamo in grado di dare una risposta precisa. E in questo fatto ovvio e apparentemente innocuo si annida il germe di un paradosso, noto fin dall'antichità e chiamato "sorite". Oggi i filosofi sono tornati a occuparsi del problema e, nel tentativo di venirne a capo, hanno scoperto di dover affrontare alcune profonde questioni relative alla natura del linguaggio e della logica.

Front CoverConsenso, equità e imparzialità nello Statuto del contribuente.

Studi in onore del prof. Gianni Marongiu

A. Bodrito, A. Contrino, A. Marcheselli
G Giappichelli Editore, 2012 - 690 pages

The Creation of Inequality:

how our prehistoric ancestors set the stage for monarchy, slavery, and empire
 
Kent Flannery and Joyce Marcus

Front Cover
Flannery and Marcus demonstrate that the rise of inequality was not simply the result of population increase, food surplus, or the accumulation of valuables but resulted from conscious manipulation of the unique social logic that lies at the core of every human group. Reversing the social logic can reverse inequality, they argue, without violence.

Building the Judiciary:

Law, Courts, and the Politics of Institutional Development
 
Justin Crowe
 
Anteprima del libro

Front CoverHow did the federal judiciary transcend early limitations to become a powerful institution of American governance? How did the Supreme Court move from political irrelevance to political centrality? Building the Judiciary uncovers the causes and consequences of judicial institution-building in the United States from the commencement of the new government in 1789 through the close of the twentieth century. Explaining why and how the federal judiciary became an independent, autonomous, and powerful political institution, Justin Crowe moves away from the notion that the judiciary is exceptional in the scheme of American politics, illustrating instead how it is subject to the same architectonic politics as other political institutions.
Arguing that judicial institution-building is fundamentally based on a series of contested questions regarding institutional design and delegation, Crowe develops a theory to explain why political actors seek to build the judiciary and the conditions under which they are successful. He both demonstrates how the motivations of institution-builders ranged from substantive policy to partisan and electoral politics to judicial performance, and details how reform was often provoked by substantial changes in the political universe or transformational entrepreneurship by political leaders. Embedding case studies of landmark institution-building episodes within a contextual understanding of each era under consideration, Crowe presents a historically rich narrative that offers analytically grounded explanations for why judicial institution-building was pursued, how it was accomplished, and what--in the broader scheme of American constitutional democracy--it achieved.

Global Justice and International Economic Law:

Opportunities and Prospects
 
Edited by Chios Carmody, Franck J. Garcia, and John Linarelli
 
Anteprima del libroFront CoverSince the beginnings of the GATT and the Bretton Woods institutions, and on to the creation of the WTO, states have continued to develop institutions and legal infrastructure to promote global interdependence. International economic law, a field dominated by legal regimes to liberalize international trade but that also includes international financial law and international law relating to economic development, has become a dense web of treaty commitments at the multilateral, regional, and bilateral levels. International lawyers are experts in understanding how these institutions operate in practice, but they tend to uncritically accept comparative advantage as the principal normative criterion to justify these institutions. In contrast, moral and political philosophers have developed accounts of global justice, but these accounts have had relatively little influence on international legal scholarship and on institutional design. What is needed is a multidisciplinary approach to understanding the economic fairness problems that societies face as they become increasingly interdependent, and the solutions that international economic law and institutions might facilitate. This volume reflects the results of a symposium held at Tillar House, the American Society of International Law headquarters in Washington, DC, in November 2008, which brought together philosophers, legal scholars, and economists to discuss the problems of understanding international economic law from the standpoints of rights and justice, in particular from the standpoint of distributive justice.

Law, Knowledge, Culture:

The Production of Indigenous Knowledge in Intellectual Property Law
 
Jane E. Anderson
 
Front Cover'Combining unique practical experience with a sophisticated historical and theoretical framework, this impressive work offers a new basis to explore indigenous intellectual property. In this wide-ranging and imaginative study, Anderson has laid the groundwork for future scholarship in the field. Hopefully this work will set a new trajectory for how this important topic is approached and advanced with indigenous people.' Brad Sherman, University of Queensland, Australia This informative book investigates how indigenous and traditional knowledge has been produced and positioned within intellectual property law and the effects of this position in both national and international jurisdictions. Drawing upon critical cultural and legal theory, Jane Anderson illustrates how the problems facing the inclusion of indigenous knowledge resonate with tensions that characterise intellectual property as a whole. She explores the extent that the emergence of indigenous interests in intellectual property law is a product of shifting politics within law, changing political environments, governmental intervention through strategic reports and innovative instances of individual agency. The author draws on long-term practical experience of working with indigenous people and communities whilst engaging with ongoing debates in the realm of legal theory. Detailing a comprehensive view on how indigenous knowledge has emerged as a discrete category within intellectual property law, this book will benefit researchers, academics and students dealing with law in the fields of IP, human rights, property and environmental law. It will also appeal to anthropologists, sociologists, philosophers and cultural theorists.

Reason and Rationality

Maria Cristina Amoretti, Nicla Vassallo

Front Cover
Reason and rationality represent crucial elements of the self-image of human beings and have unquestionably been among the most debated issues in Western philosophy, dating from ancient Greece, through the Middle Ages, and to the present day. Many words and thoughts have already been spent trying to define the nature and standards of reason and rationality, what they could or ought to be, and under what conditions something can be said to be rational. This volume focuses instead on the relationships of reason and rationality to some relevant specific topics (ie: science, knowledge, gender, politics, ethics, religion, aesthetics, language, logic, and metaphysics) trying to uncover and clarify both the connections and differences in their various characterisations and uses.

venerdì 21 settembre 2012


Manuale di diritto tributario. 

Il processo tributario








Il «diritto intertemporale»




La Corte costituzionale, ormai da tempo, reputa che la legittimità dell'impiego retroattivo delle norme di legge si ricolleghi ad un giudizio di ragionevolezza. Approfondendo l'analisi, si dimostra la tesi che la ragionevolezza orienta sempre la disciplina dei fatti accaduti in prossimità di un mutamento normativo. Specificamente, la validità di una simile disciplina dipenderebbe dalla sua ragionevolezza, anche qualora essa fosse riconducibile al principio dell'irretroattività della norma posteriore. Si profila una particolare classificazione delle norme (soprattutto civilistiche). Accertando la finalizzazione di una norma innovativa alla realizzazione di un aspetto fondamentale della personalità umana, si desume automaticamente l'applicazione di quella regolamentazione giuridica anche a fatti anteriori all'avvicendamento normativo. Quando le norme sono preposte a valutare eventi organizzativi o rapporti patrimoniali, è esclusa qualsiasi priorità gerarchica del canone dell'irretroattività rispetto a quello della retroattività. Si che dalla norma nuova viene estrapolata la regolamentazione anche dei fatti immediatamente anteriori, se risulta la realizzazione di un'utilità superindividuale tale da bilanciare il sacrificio dell'affidamento individuale. A chiusura del sistema, si cristallizza l'assunto che anche la legittimità della disciplina dettata dalle norme transitorie non s'inferisce, guardando soltanto all'esistenza di una specifica disposizione di legge. E' necessaria, principalmente, l'accurata verifica della ricorrenza di un'utilità sociale. Il complesso quadro teorico trova riscontro in un'ampia casistica.

L'AUTORE

Filippo Maisto, è professore associato presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Salerno. In questa Facoltà è titolare dell'insegnamento di Istituzioni di diritto privato e svolge per affidamento l'insegnamento di Diritto privato delle relazioni transnazionali. Ha pubblicato, oltre ad alcuni lavori minori, un monografia intitolata Il collegamento volontario tra contratti nel sistema dell'ordinamento giuridico, Napoli, 2000.

Interpretazione e legalità costituzionale
di: Pietro Perlingieri

 
La legalità costituzionale impone, nella teoria delle fonti del diritto e quindi della teoria dell'interpretazione, un deciso cambiamento. Questo, tra l'altro, non comporta esclusivamente una "ermeneutica dei diritti fondamentali", ma esige piuttosto la concretizzazione del valore primario della persona, nella sua integrale accezione di entità psico-fisica, di libertà e di responsabilità e quindi anche di doveri, in tutti gli istituti giuridici, compresi quelli tradizionalmente o apparentemente estranei alla categoria, chiusa o aperta che sia, dei diritti fondamentali. La discontinuità verso il passato, inteso sia come impianto teorico-normativo e quindi culturale, sia come assetto legislativo, impone un ripensamento dell'interpretazione in chiave funzionale, valorizzando gli interessi coinvolti in una prospettiva sistematica e quindi assiologica.

 

La lotta per i diritti.

Le ragioni del costituzionalismo.


 
 
La lotta per i diritti non è solo per riparare alle ingiustizie ma soprattutto per affermare le libertà. Il libro elabora una concezione di un nuovo liberalismo giuridico, inteso come fermento lievitante di una civiltà liberale promossa dal progresso umano, sociale e tecnologico, che si sviluppa sulla base di una nuova dimensione del diritto di libertà personale. E che si declina attraverso i "diritti da custodire", e cioè quelli della tradizione americana e francese delle Dichiarazioni settecentesche, e i "diritti da promuovere", ovvero quelli che stanno sorgendo nelle società odierne, e che sono frutto dello sviluppo sociale e tecnologico. Entrambi i diritti - sia da custodire che da promuovere - fondano, esprimono e saldano le ragioni del costituzionalismo.
Soggetti e situazioni soggettive

di Pietro Perlingieri





I trattatisti spagnoli del diritto delle genti
R. Campa

Il volume presenta un'antologia di testi sin qui inediti in lingua italiana. Si tratta di scritti del XVI secolo, opera dei trattatisti spagnoli di diritto delle genti, l'antecedente dell'odierno diritto internazionale: Bartolomé de Las Casas, Juan Luis Vives, Juan Roa Dàvila, Francisco Suàrez, Luis de Leon, Juan Ginés de Sepùlveda, Martin de Azpilcueta. Voci di prestigio che intervennero nel dibattito sulla conquista spagnola del Nuovo Mondo, sulla sua legittimità, sui modi della amministrazione spagnola in quei lontani territori, e sui rapporti fra i colonizzatori e le popolazioni locali. A fronte di chi, come Ginés de Sepùlveda, teorizzò una congenita inferiorità degli indios - idolatri, peccatori contro natura, autori di sacrifici umani e dunque la necessità del loro assoggettamento, una "guerra giusta" al fine di convertirli alla vera fede, sta la voce di chi, come il domenicano Bartolomé de Las Casas, si schiera a favore dei diritti degli indigeni, condannando senza eccezioni il colonialismo e l'espansionismo europeo, e l'uso della violenza e della forza come metodo di evangelizzazione. La situazione ultramarina arriverà a sollevare dubbi di coscienza persino nello stesso Carlo V, che convocherà, per risolvere la questione, la Giunta di Valladolid del 1550. In esito alla quale, se l'imperatore sembra in coscienza propendere per le tesi di Las Casas, resta il fatto che la ragion di Stato continuerà a seguire altre vie.
COMMENTARIO BREVE ALLE LEGGI TRIBUTARIE
Falsitta Gaspare, Marongiu Gianni
Fantozzi Augusto Moschetti Francesco
 
tomo I e II