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Il
libro propone una rilettura degli atti dell'Assemblea Costituente
relativi alle norme lavoristiche della Costituzione, tentando di capire
perché si arrivò proprio a quel testo, le alternative che furono
proposte, le parti politiche e le ideologie che scesero in campo e,
infine, gli scenari che si sarebbero potuti aprire se la norma "vera"
fosse stata un'altra. I contributi, di taglio ricostruttivo, ridanno
così voce ai costituenti, riscoprendo idee, obiettivi, passioni,
aspettative. Dal 2013 nessuno di essi è più in vita. Questo libro è
anche un tributo alla loro attività, portato con il dovuto rispetto ma
con altrettanto dovuta attenzione scientifica. Facendoli tornare a
parlare, dai più illustri "padri della Patria" ai tanti giovani che poi
sarebbero diventati famosi, fino ai tantissimi sconosciuti che ora hanno
al più una strada intitolata al loro paese, emerge un diritto del
lavoro come non lo abbiamo mai visto, fatto di incertezze ma anche di
speranze, di conflitti ideologici e politici ma anche di spinte al
"compromesso" per un Paese da costruire, che si voleva consegnare solido
alle generazioni future, scrivendo una Carta fondamentale in grado di
resistere alle insidie del tempo. Gli autori, tutti legati - nel passato
o nel presente - alle cattedre di Diritto del lavoro dell'Università di
Siena, sono: F. Borgogelli, G. Calvellini, N. Castelli, S. Chellini, A.
Ebreo, C. Faleri, B. Fiorai, L. Gaeta, A. Giovannelli, F.Z. Khouribech,
L. Lazzeroni, A. Loffredo, M. Lombardi...