I bibliotecari sono a disposizione dell'utenza per ricerche bibliografiche sul catalogo
e per assistenza nell'uso delle risorse della Biblioteca digitale.
Il personale fornisce inoltre informazioni su tutti i servizi bibliotecari.

martedì 2 ottobre 2018

Sezione Diritto privato

Trattato delle obbligazioni - Vol. I: La struttura e l'adempimento - Tomo IV: Correttezza e buona fede

 di Giovanni Finazzi - CEDAM, 2018   

Il volume si inserisce nel più ampio Trattato delle obbligazioni, curato dai Professori Garofalo e Talamanca.
Questo, in particolare, è il tomo quarto del volume primo che si occupa della Struttura e dell’adempimento delle obbligazioni e tratta della correttezza e della buona fede nel rapporto obbligatorio.
L’art. 1175 cod. civ., il quale dispone che «il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza», appartiene alle disposizioni preliminari relative alle obbligazioni in generale e costituisce una innovazione del legislatore del 1942.
L'opera non solo esamina gli istituti dal punto di vista strettamente civilistico, ma ne affronta anche gli aspetti pratici, con particolare attenzione per gli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali più rilevanti.
Grande interesse è dedicato a tutti gli aspetti che ruotano attorno alla materia principale affrontata nel volume, quali le trattative precontrattuali, gli obblighi accessori e gli obblighi di protezione, la buona fede interpretativa, le conseguenze della violazione del principio di correttezza e buona fede, la correttezza e buona fede nell’ambito del diritto del lavoro.
Il volume è suddiviso in capitoli e paragrafi e corredato da un ampio e dettagliatissimo indice analitico finale.
La struttura ricalca quella degli altri volumi pubblicati nello stesso Trattato.

 

 

Sezione Diritto privato

Il problema della compensatio lucri cum damno

Elena Bellisario - CEDAM, 2018

Sezione Diritto pubblico

Gli organi costituzionali di controllo nella storia costituzionale repubblicana. Atti del Convegno in memoria di G. D'Orazio (Roma, 20 febbraio 2017)

Sezione Diritto pubblico

Dissenso e dialogo nella giustizia costituzionale

Elena Ferioli - CEDAM, 2018  

Sezione Diritto pubblico

Diritto transnazionale e legittimazione democratica

Silvia Sassi - CEDAM, 2018 

Sezione Diritto privato

Diritto del lavoro e sviluppo sostenibile

Valentina Cagnin - CEDAM, 2018

Sezione Diritto privato

Commentario breve allo statuto del lavoro autonomo e del lavoro agile

Gaetano Zilio Grandi, Marco Biasi - CEDAM, 2018

 

Sezione Diritto privato


Manuale di diritto del lavoro

Sezione Diritto privato

Impugnazione del licenziamento e decadenza

Riccardo Vianello - CEDAM, 2018 
 
Molto è cambiato nella trama di rapporti che legano specificamente il diritto del lavoro al fluire del tempo. Il rinnovato interesse legislativo che nel settore del diritto del lavoro, in virtù dell'art. 32, l. n. 183/2010, caratterizza l'istituto della decadenza deve essere inquadrato nel processo di riassestamento e riequilibrio che, conduce il pendolo a oscillare verso il principio di certezza, allontanandolo almeno apparentemente dall'asserita esigenza di giustizia sostanziale o, detto in altri termini, di tutela del lavoratore in quanto contraente debole. Un processo che orienta la rivalutazione della certezza dei rapporti giuridici anche in funzione della deflazione del contenzioso giudiziario e soprattutto dell'accelerazione dell'avvio dei giudizi, in un'ottica di contenimento dei costi delle controversie legati al fattore temporale, che, ha trovato di recente un'autorevole sponda nella giurisprudenza costituzionale.

Sezione Storia del diritto

Contrarius consensus

Roberta Marini - CEDAM, 2017   

Sezione Diritto pubblico

Il diritto del Web. Casi e materiali

Sezione Diritto privato

Diritto dell'informazione e della comunicazione.  

di R. Zaccaria, A. Valastro, E. Albanesi - CEDAM, 2018

L'obiettivo di questo manuale, nato nell'università e arricchito dalla pratica, è quello di offrire, con l'ausilio di dottrina e giurisprudenza, il quadro dei principali istituti che caratterizzano il diritto dell'informazione e della comunicazione in Italia, a partire dai principi costituzionali. L'art. 21 (libertà di espressione e d'informazione) e l'art. 15 (libertà di comunicazione) della Costituzione con i loro contenuti e con i loro limiti costituiscono la premessa per descrivere, prima il sistema organizzativo, con le competenze del Parlamento, del Governo e dell'autorità, e poi i principali settori di attività del mondo dell'informazione. Le comunicazioni elettroniche innanzitutto (telecomunicazioni, telefonia e reti) e poi i singoli mezzi di diffusione del pensiero: la radio, la televisione, sia pubblica che privata, internet, l'editoria e il giornalismo, il cinema e il teatro e la musica lirica. Questi grandi capitoli della materia sono accompagnati dai temi orizzontali che riguardano il finanziamento del sistema (canone, pubblicità, abbonamenti alle pay tv e contributi pubblici), le regole antitrust e le regole sul diritto d'autore. Sono illustrate naturalmente le regole UE, le leggi e la giurisprudenza. Di fronte a un quadro normativo, così articolato e complesso, uno dei motivi conduttori del volume è la verifica dello stato di attuazione del principio pluralistico, che costituisce il risvolto positivo del diritto all'informazione che nella società contemporanea è il vero diritto di accesso alle fonti della conoscenza e quindi alla cittadinanza. 

 

Sezione Diritto e società

Perché crediamo in Dio (o meglio, negli dèi)

J. Anderson Thomson, Clare Aukofer - Nessun Dogma, 3 dic 2015 
 
Anteprima
È la nostra mente che genera le credenze religiose, sostiene lo psichiatra J. Anderson Thomson. E in questo libro vi spiega perché. La sua ricerca sui meccanismi cerebrali e sull’evoluzione della nostra psiche non è diversa da quella condotta da un astronomo nei confronti di un corpo celeste. Perché quando si ha di fronte la realtà, non ci resta che osservarla scientificamente facendo buon uso della ragione.

Sezione Diritto e società

Manifesto per l'uguaglianza

Luigi Ferrajoli - Gius.Laterza & Figli Spa
 
Anteprima
Il principio di uguaglianza è non soltanto un valore politico fine a se stesso e la principale fonte di legittimazione democratica delle pubbliche istituzioni, ma soprattutto un principio di ragione che dovrebbe informare qualunque politica in grado di affrontare le sfide globali dalle quali dipende il nostro futuro. In questi anni abbiamo assistito a una esplosione delle disuguaglianze senza precedenti nella storia. Un fenomeno che non solo è in contrasto con il principio di uguaglianza formulato in tutte le Costituzioni e le carte internazionali dei diritti, ma che mette in pericolo anche il futuro della democrazia, della pace e dello stesso sviluppo economico. In queste pagine, scritte da uno dei più autorevoli filosofi del diritto, il progetto dell'uguaglianza viene presentato come la base di una rifondazione della politica, sia dall'alto che dal basso: dall'alto, come programma riformatore, attraverso l'introduzione di limiti e vincoli ai poteri economici e finanziari, a garanzia sia dei diritti di libertà che dei diritti sociali; dal basso, come motore della mobilitazione e della partecipazione politica, essendo l'uguaglianza nei diritti fondamentali un fattore di ricomposizione unitaria e solidale dei processi di disgregazione sociale prodotti in questi anni dal dominio incontrastato dei mercati.

Sezione Diritto privato

Giustizia sociale. Eguaglianza e rispetto nelle società diseguali

Benedetta Giovanola - Il Mulino, 2018 
 
Che cos'è la giustizia sociale? Quali sono i suoi scopi? Un'equa distribuzione? La promozione dell'eguaglianza e del riconoscimento reciproco? Le risposte a tali interrogativi cruciali si organizzano oggi intorno a due filoni principali. Se per l'approccio socio-relazionale è centrale l'eguaglianza intesa nel senso delle relazioni tra persone, l'egualitarismo della sorte sviluppa una concezione di giustizia sociale come giustizia distributiva, integrando la preoccupazione per l'eguaglianza con la considerazione della responsabilità individuale. Attraverso un'attenta analisi dei due approcci, l'autrice approda a una nuova prospettiva basata sul rispetto, una nozione che - correttamente intesa - può davvero promuovere la giustizia, dandole forma nelle concrete pratiche sociali e istituzionali.

Sezione Diritto privato

Differenziali retributivi di genere e contrattazione collettiva: Risultati del progetto europeo -Close the Deal, Fill the Gap-

D. M. Gottardi, M. Peruzzi, A. Mattei, D. Favaro, N. Masiero - Giappichelli, 31 mag 2018   
 
Anteprima
Il tema della parità retributiva tra uomo e donna è un tema complesso, che rinvia a una rete di tutele, a livello sovranazionale e nazionale, tanto consolidate quanto di difficile e scarsa effettività; un tema che implica riflessioni di carattere multidisciplinare e che può rivelarsi scivoloso sul piano delle rilevazioni statistiche. Si pensi all'indicatore delle retribuzioni orarie lorde medie, utilizzato dalle tabelle pubblicate da Eurostat e soprattutto dalla Strategia europea per l'occupazione. Esso restituisce un quadro di sintesi che non solo è parziale, ma anche fuorviante, perché non tiene in considerazione tutte le penalizzazioni che le donne accumulano lungo l'arco della vita. Non quindi i gap che si rilevano, ad esempio, nei premi di produzione, di risultato, di produttività. Non i gap che si accumulano a causa del divario nel tempo dedicato al lavoro, divario che è diretta conseguenza dell'impari distribuzione dei carichi familiari. Non i gap che si collegano alla segregazione orizzontale in lavori sottovalutati, e quindi sottopagati, o alla segregazione verticale nelle fasce retributive più basse degli organigrammi aziendali. Non i gap che derivano dalle interruzioni di carriere, dalle barriere alla carriera. Tutti gap che confluiscono, alla fine, nei divari dei trattamenti pensionistici. Il presente volume raccoglie parte dei risultati e delle riflessioni maturati nell'ambito del progetto Close the Deal, Fill the Gap, finanziato dal Programma Progress dell'Unione europea (reference no. JUST/2013/PROG/AG/4890/GE) e coordinato dall'Università di Verona, in partnership con la Queen Mary University di Londra e l'University of the West of England (Regno Unito), l'Università della Silesia (Polonia) e l'Ires Veneto (Italia).

Sezione Diritto privato

Il reddito minimo. Tra universalismo e selettività delle tutele

Fabio Ravelli - Giappichelli, 2018 
 
Tra le misure protagoniste del recente dibattito in tema di politiche sociali spicca quella del reddito minimo. La principale ragione dell'attenzione suscitata da questo istituto, del quale l'ordinamento giuridico italiano si è dotato solo da pochi mesi, può essere rinvenuta nel fatto che esso costituisce uno dei più efficaci strumenti di lotta alla povertà. Il volume, dopo aver approfondito i fondamenti teorici del reddito minimo, con particolare riguardo al confronto tra modelli universalistici e modelli selettivi, analizza la sua collocazione sistematica all'interno del regime di sicurezza sociale italiano, anche alla luce dei principi costituzionali. La parte conclusiva del lavoro è dedicata all'esame del d.lgs. n. 147/2017 sul cd. "reddito di inclusione" (ReI), che al momento, pur con molti limiti, costituisce il punto più avanzato raggiunto dal legislatore nazionale nel percorso di avvicinamento ai più moderni sistemi di protezione sociale sul fronte della lotta alla povertà e all'esclusione sociale, colmando, almeno in parte, il gap che separava l'Italia dal resto dei Paesi dell'Unione Europea.

Sezione Diritto privato

L'assistenza sanitaria transfrontaliera. Verso un welfare state europeo?

Donatella Morana - Edizioni Scientifiche Italiane, 2018

Sezione Diritto privato

La riforma dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni: Commento alle innovazioni della XVII legislatura (2013-2018) con particolare riferimento ai d.lgs. nn. 74 e 75 del 25 maggio 2017 (c.d. riforma Madia)

L. Zoppoli, A. Zoppoli, V. Luciani, M. Esposito - G Giappichelli Editore, 12 mar 2018 
 
Anteprima
"Nei primi mesi del 2018 (marzo probabilmente) i 247.000 dipendenti statali vedranno crescere le loro buste paghe con aumenti mensili di 85 euro medi e intascheranno anche arretrati per il mancato rinnovo contrattuale degli anni 2016- 2017 pari a un importo di 570 euro lordi pro capite. Tutto ciò grazie al nuovo contratto collettivo nazionale per le "Funzioni centrali", la cui ipotesi di accordo è stata siglata da Aran e principali organizzazioni sindacali del comparto nella notte del 23 dicembre 2017. Presi singolarmente - e detratte le ritenute varie - gli aumenti di stipendio non si traducono in grandi cifre, anche se sono stati accompagnati dai soliti commenti che sottolineano, da un lato, i "privilegi" dei pubblici dipendenti e, dall'altro, il notevole aggravio per la spesa pubblica."

Sezione Diritto pubblico

Il principio libertà nello stato costituzionale: I diritti fondamentali in prospettiva storico-comparativa

Paolo Ridola - G Giappichelli Editore, 11 mag 2018
 
Anteprima
Nelle società contemporanee la libertà sembra essere un valore indiscusso, evocato per contestare o per legittimare gli assetti sociali vigenti. Negli ultimi quattro secoli il richiamo agli ideali di libertà ha alimentato grandi conflitti e grandi sommovimenti dell’ordine politico e sociale. Con lo scopo dichiarato di creare o di proteggere ordinamenti fondati sul «principio libertà», sono stati giustificati interventi armati che, in varie parti del mondo, hanno comportato il prezzo altissimo di sofferenze individuali e stermini collettivi, soffocato il principio di autodeterminazione dei popoli e calpestato identità etniche, religiose, culturali.Il volume di Paolo Ridola Il principio di libertà nello stato costituzionale si collega idealmente ai due precedenti dell’Autore, Diritti di libertà e costituzionalismo e Diritti fondamentali. Un’introduzione, pubblicati nel 1997 e nel 2006 dalla Giappichelli Editore. Con essi ha in comune il progetto di tratteggiare i lineamenti delle esperienze costituzionali della democrazia pluralistica nella cornice della storia del costituzionalismo. Con alcune differenze importanti. In questa nuova opera, il focus si sposta sul «principio di libertà», nello sforzo di esplorare le risposte del¬l’esperienza giuridica alle domande di libertà (e di dignità), molteplici e spesso contraddittorie, che emergono dalle società complesse, in un contesto sempre più caratterizzato da interdipendenze che trascendono i confini spaziali, politici e culturali e le categorie dogmatiche della statualità.

Sezione Diritto privato

Rappresentanza collettiva dei lavoratori e ordinamento europeo: La prospettiva dei diritti fondamentali

Iacopo Senatori - G Giappichelli Editore, 24 mag 2018 
 
Anteprima
Il volume "Rappresentanza collettiva dei lavoratori e ordinamento europeo" si inserisce nel dibattito generatosi intorno alla sorte dei diritti sociali nel contesto dell'integrazione europea, proponendo una particolare chiave di lettura della Carta. Riunendo i tre diritti fondamentali collettivi all'interno di una cornice concettuale uniforme, la rappresentanza collettiva dei lavoratori, è possibile far emergere le loro connessioni sistematiche e l'autonoma configurazione gerarchica che essi rivestono nel sistema delle fonti europee. Ciò consente di approdare a risultati esegetici innovativi, suscettibili di promuovere un ripensamento dei consolidati equilibri giurisprudenziali e di politica del diritto, infondendo una nuova vitalità alle prospettive dell'"Europa sociale".

Sezione Diritto pubblico

Moritz Rittinghausen. La legislazione diretta del popolo, o la vera democrazia.Testo e contesti

a cura di F. Proietti - Giappichelli, 2018

"Il testo che qui si presenta in prima traduzione italiana integrale costituisce, malgrado la sua brevità, uno tra i molti 'classici mancati' della storia del pensiero politico. Intendo dire, con questo, che "La législation directe par le peuple, ou la véritable démocratie" e il suo autore, Moritz Rittinghausen (1814-1890), pur avendo esercitato un'influenza non trascurabile su una parte consistente dell'amplissimo dibattito politico attorno alla democrazia nella seconda metà del secolo XIX e all'inizio del successivo, sono oggi sostanzialmente dimenticati. Non solo in Francia, dove il 'pamphlet' fu pubblicato per la prima volta, ma anche negli altri contesti geografici in cui fu riproposto in nuove edizioni e/o traduzioni, o che, pur in assenza di una versione del testo, videro comunque un vivace dibattito attorno alle idee di Rittinghausen..." (Fausto Proietti)   

Sezione Diritto privato

L'armonizzazione degli ordinamenti dell'Unione europea tra principi e regole: Studi

Giovanni D'Amico, Stefano Pagliantini - G Giappichelli Editore, 8 mar 2018 
 
Anteprima
"Il presente contributo ha lo scopo di formulare (e illustrare in forma sintetica) alcune proposizioni che si inscrivono in quella che potrebbe definirsi una 'dogmatica dei princìpi', vale a dire un insieme di 'concetti' idonei a precisare (sulla base - del resto - di un'elaborazione su questi temi, che è, in larga misura, ormai consolidata) lo 'statuto' (normativo) dei princìpi, la loro funzione, il modo della loro applicazione, i rapporti tra i principi e le 'regole', e così via. Gli obiettivi che lo studio si pone (nei termini di una sorta di ricognizione preliminare) giustificano - si confida - il carattere (che apparirà probabilmente) schematico e apodittico di alcune affermazioni e di alcuni passaggi (con tutti i limiti cui va incontro un discorso di tipo assertivo, ma anche con il vantaggio - forse - di ridurre, almeno in parte, il rischio che si creino equivoci sul contenuto di tali affermazioni). Un'ultima avvertenza che si prospetta come opportuna è che il discorso che qui sarà svolto non riguarderà tutti i princìpi, ma solo (e, comunque, in maniera assolutamente preponderante) quel tipo particolare di princìpi che prendono il nome di 'princìpi espressi', e più specificamente quella importante sottocategoria degli stessi costituita dai "princìpi costituzionali." (dalla premessa)

Sezione Diritto privato

L'adempimento delle obbligazioni pecuniarie nell'era digitale: Dalla moneta legale alla moneta scritturale e digitale 'legalmente' imposta

Massimo Giuliano - G Giappichelli Editore, 24 mag 2018 
 
Anteprima
La costante crescita degli scambi commerciali e lo sviluppo tecnologico e informatico hanno dato una forte accelerazione all'utilizzo di strumenti di pagamento alternativi al contante, modalità di pagamento necessaria per ovviare di ricorrere alla traditio dei pezzi monetari. Si è, quindi, sviluppata una vera e propria industria dei pagamenti elettronici, caratterizzata da complesse architetture tecnologiche in grado di gestire ed effettuare operazioni di pagamento in modo sicuro e veloce tanto a supporto del commercio elettronico, quanto degli scambi quotidiani. In questo vortice evolutivo il denaro non può che subire la sua ennesima mutazione, per adattarsi a soddisfare le nuove abitudini dei consumatori, che richiedono sempre di più servizi di pagamento digitali e istantanei, impensabili con l'uso di denaro contante. In un tale contesto, il giurista non può che porsi il delicato problema dell'efficacia solutoria di tali strumenti di pagamento in relazione non solo a quanto disposto dall'art. 1277 cod. civ., che resta tutt'ora il pilastro normativo in tema di disciplina delle obbligazioni pecuniarie, ma anche in relazione al nuovo quadro normativo comunitario e nazionale sui servizi di pagamenti, in continua evoluzione, in grado di interferire nell'adempimento dell'obbligazione pecuniaria.

Sezione Diritto pubblico

La tutela per il trattamento e la protezione dei dati personali

Alice Pisapia - G Giappichelli Editore, 16 mar 2018 
 
Anteprima
La presente monografia scientifica “La tutela per il trattamento e la protezione dei dati personali” analizza il nuovo regolamento europeo 679/2016 e approfondisce la materia della tutela dei dati personali come diritto fondamentale. Con l’approssimarsi della piena e diretta applicabilità del nuovo regolamento europeo in materia di protezione di dati, si è ritenuto opportuno considerare la materia nel volume “La tutela per il trattamento e la protezione dei dati personali”, destinato sia agli operatori del diritto che agli studiosi della materia, prendendo in considerazione le evoluzioni dell’ultimo ventennio del diritto europeo e nazionale, il ruolo del Working Party articolo 29 e quello delle autorità Garanti che, attraverso le proprie linee giuda e provvedimenti, hanno aiutato l’interprete a declinare i principi delineati dalla giurisprudenza sovranazionale. Inoltre, si è considerato necessario ripercorrere l’influenza che le pronunce giurisprudenziali europee hanno avuto sul regolamento 679/2016.

Sezione Diritto pubblico

Anteprima

Il rimpatrio e la detenzione dello straniero tra esercizio di prerogative statali e garanzie sovranazionali

Spitaleri Fabio - G Giappichelli Editore, 28 nov 2017

Sezione Diritto penale

Tra sentimenti ed eguale rispetto: Problemi di legittimazione della tutela penale

Federico Bacco - G Giappichelli Editore, 27 mar 2018 
 
Anteprima
"'Anche se nel diritto penale do mina il fenomeno oggettivo ed esterno del comportamento, si trovano in esso frequenti espliciti richiami ai fenomeni soggettivi e interiori del sentimento. Purtroppo si tratta di semplici richiami, dai quali nessuno finoggi ha tentato di assurgere a una trattazione sistematica unitaria. Il peso di queste lacune non può non accusarsi in sede di teoria generale perché sono gli istituti penalistici a offrire a uno studio giuridico del sentimento gli esempi più numerosi e più importanti'. Con queste parole, nel 1972, il civilista e teorico del diritto Angelo Falzea richiamava l'attenzione sulla rilevanza che i fenomeni affettivi assumono nella dimensione penalistica, lamentando l'assenza di studi specifici che avrebbero potuto giovare a un più esaustivo inquadramento teorico dei fatti di sentimento nella sfera giuridica. A distanza di decenni le parole di Falzea mantengono inalterato il loro valore di impulso a riflettere sul ruolo e significato del sentimento nel diritto penale. Ad oggi il tema non è stato ancora compiutamente indagato in una prospettiva di sistema, per quanto l'attenzione della dottrina penalistica italiana sia andata crescendo negli ultimi decenni."

Sezione Diritto e società

Homo credens: Perché il cervello ci fa coltivare e diffondere idee improbabili

Anteprima
Michael Shermer - Nessun Dogma, 25 giu 2015 
 
Perché crediamo in quello che crediamo? Perché il nostro cervello ci spinge a farlo. È infatti una sorta di motore di credenze: raccoglie informazioni dai sensi e con naturalezza genera convinzioni che si incanalano in schemi predefiniti e che ci sembrano perfettamente plausibili. Così plausibili che siamo pronti a difenderle a oltranza. Anche quando non lo sono, e anche quando tutti — a partire dagli scienziati — le ritengono estremamente improbabili.
Credere in idee improbabili è estremamente probabile! Nessuno può considerarsi immune da questo rischio, che pervade ogni ambito della vita umana: religione, politica, economia… Michael Shermer ci spiega come possano formarsi nella nostra mente tante false credenze. Ma ci indica anche la strada per identificarle, e cercare così di arrivare a comprendere la realtà con cognizione di causa.

Sezione Diritto pubblico

Costituzione italiana: articolo 12

Massimo Luciani - Carocci, 2018 
 
Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei giornali, a volte senza neanche essere ben conosciuta? Che cos'hanno di speciale i dodici articoli con cui si apre? I principi e i diritti fondamentali che vi sono enunciati sono viva realtà? Nel settantesimo anniversario della sua nascita, una serie di brevi volumi illustra la straordinaria ricchezza di motivi e implicazioni racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione ricostruendone la genesi ideale, ripercorrendo le tensioni del dibattito costituente, interrogandosi sulla loro effettiva applicazione e attualità. Sulla nostra bandiera la Costituzione non dice molto. Eppure, le sue poche parole sono estremamente significative, non solo per la scelta di costituzionalizzare la foggia della bandiera nazionale, ma anche per la storia che la precede. È ormai da più di duecento anni che il tricolore costituisce, per tutti gli italiani, un segno di identità. Il suo aspetto non è sempre stato esattamente il medesimo, anzi ha conosciuto non poche vicissitudini, ma al di là dei cambiamenti il suo potente messaggio simbolico è rimasto intatto. Intenderne bene il senso è fondamentale per capire l'intera Costituzione.

Sezione Diritto pubblico

Costituzione italiana: articolo 11

Luigi Bonanate - Carocci, 2018
 
Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei giornali, a volte senza neanche essere ben conosciuta? Che cos'hanno di speciale i dodici articoli con cui si apre? I principi e i diritti fondamentali che vi sono enunciati sono viva realtà? Nel settantesimo anniversario della sua nascita, una serie di brevi volumi illustra la straordinaria ricchezza di motivi e implicazioni racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione ricostruendone la genesi ideale, ripercorrendo le tensioni del dibattito costituente, interrogandosi sulla loro effettiva applicazione e attualità. L'articolo 11 reca una importante e nobile direttiva, perché sceglie per l'Italia una vera e propria, nonché totale, astensione dalla guerra, di qualsiasi tipo, fuorché ovviamente la legittima difesa. Frutto di un accordo largamente consensuale tra le forze politiche del tempo, questo articolo venne ben presto a trovarsi in contrapposizione con alcune decisioni dei governi del Dopoguerra, in particolare l'adesione al Patto atlantico e al dispositivo militare dell'articolo 5 del Trattato Nato. Negli anni, il dibattito scientifico e politico sulla reale portata e sui limiti della dichiarazione di intenti in esso contenuti è stato vivacissimo. La rinuncia alla guerra è totale e doverosa, ciononostante molti sono stati i casi in cui si è cercato di aggirare il dettato dell'articolo 11, avanzando dubbi sulla sua applicabilità.

Sezione Diritto pubblico

Costituzione italiana: articolo 10

Pietro Costa - Carocci, 2018
 
Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei giornali, a volte senza neanche essere ben conosciuta? Che cos'hanno di speciale i dodici articoli con cui si apre? I principi e i diritti fondamentali che vi sono enunciati sono viva realtà? Nel settantesimo anniversario della sua nascita, una serie di brevi volumi illustra la straordinaria ricchezza di motivi e implicazioni racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione ricostruendone la genesi ideale, ripercorrendo le tensioni del dibattito costituente, interrogandosi sulla loro effettiva applicazione e attualità. Quali diritti deve riconoscere lo Stato agli stranieri? Quali pretese può avanzare un individuo nei confronti di una comunità politica cui non appartiene? E a queste difficili domande che risponde l'articolo 10 della nostra Costituzione: sono domande che hanno una lunga storia alle spalle, ma acquisiscono forme e urgenze nuove nel nostro presente. Di fronte al fenomeno - inedito per l'Italia - dell'arrivo di migranti, i principi costituzionali mostrano tutta la loro attualità e sollecitano l'odierna cultura politico-giuridica a superare le tradizionali chiusure statualistiche e a prendere seriamente in considerazione i diritti umani enunciati dai documenti internazionali.

Sezione Diritto pubblico

Costituzione italiana: articolo 9

Tomaso Montanari - Carocci, 2018
 
Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei giornali, a volte senza neanche essere ben conosciuta? Che cos'hanno di speciale i dodici articoli con cui si apre? I principi e i diritti fondamentali che vi sono enunciati sono viva realtà? Nel settantesimo anniversario della sua nascita, una serie di brevi volumi illustra la straordinaria ricchezza di motivi e implicazioni racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione ricostruendone la genesi ideale, ripercorrendo le tensioni del dibattito costituente, interrogandosi sulla loro effettiva applicazione e attualità. Mai come oggi il nono dei dodici principi fondamentali che tratteggiano il volto della Repubblica ha goduto di fortuna e consenso popolare: oggi che esso è di fatto negato da leggi e politiche. Nel 1948 la Costituzione ha spaccato in due la storia della cultura e della ricerca scientifica italiane, assegnando a spiagge e montagne, a musei, università e chiese una missione nuova al servizio del nuovo sovrano: il popolo, cioè noi tutti. La storia dell'arte è in grande parte la storia del potere di re e papi, granduchi e tiranni, principi e banchieri. Ma il progetto della Costituzione ha cambiato questa storia, dando parole nuove a una tradizione secolare che suggeriva che proprio l'arte e il paesaggio fossero leve potenti per rimuovere gli ostacoli all'eguaglianza e permettere il «pieno sviluppo della persona umana» (art. 3).

Sezione Diritto pubblico

Costituzione italiana: articolo 8

Paolo Caretti - Carocci, 2017 
 
Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei giornali, a volte senza neanche essere ben conosciuta? Che cos'hanno di speciale i dodici articoli con cui si apre? I principi e i diritti fondamentali che vi sono enunciati sono viva realtà? Nel settantesimo anniversario della sua nascita, una serie di brevi volumi illustra la straordinaria ricchezza di motivi e implicazioni racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione ricostruendone la genesi ideale, ripercorrendo le tensioni del dibattito costituente, interrogandosi sulla loro effettiva applicazione e attualità. Quando si parla di Stato laico si allude, in termini generali, al mantenimento della distinzione tra sfera civile e sfera religiosa. Una distinzione conquistata a fatica, ma che oggi può considerarsi un dato acquisito nei paesi "occidentali". La storia ci dice tuttavia che esistono vari modi di intendere il rapporto tra Stato e fenomeno religioso, che risentono delle tradizioni politico-culturali dei singoli paesi. In questo quadro, l'esperienza italiana presenta tratti assolutamente peculiari. Il cammino percorso dall'Unità a oggi ha avuto un andamento tutt'altro che rettilineo: dall'indirizzo fortemente laico del periodo liberale alla svolta confessionista del fascismo, al tentativo attuale - frenato, tra l'altro, dalla presenza della sede storica della Chiesa cattolica - di arrivare a un'effettiva applicazione dell'articolo 8 della Costituzione.

Sezione Diritto pubblico

Costituzione italiana: articolo 7

Daniele Menozzi - Carocci, 2017
 
Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei giornali, a volte senza neanche essere ben conosciuta? Che cos'hanno di speciale i dodici articoli con cui si apre? I principi e i diritti fondamentali che vi sono enunciati sono viva realtà? Nel settantesimo anniversario della sua nascita, una serie di brevi volumi illustra la straordinaria ricchezza di motivi e implicazioni racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione ricostruendone la genesi ideale, ripercorrendo le tensioni del dibattito costituente, interrogandosi sulla loro effettiva applicazione e attualità. L'interpretazione dell'articolo 7, che recepisce i Patti Lateranensi nel testo costituzionale, è segnata dalla denuncia della contraddittorietà della normativa concordataria, elaborata durante il regime fascista, con i principi posti a base della legge fondamentale della Repubblica. In realtà i costituenti, consapevoli di questa antitesi, indicarono, attraverso una convergenza delle diverse famiglie politiche presenti in assemblea, la strada per superarla, ottenendo intanto un risultato all'epoca decisivo: il sostegno della chiesa, da tempo attestata sull'opposizione alla modernità politica, alla costruzione in Italia di una moderna democrazia. Quel che è poi accaduto, fino al nuovo concordato del 1984, in evidente ritardo sull'evoluzione dei tempi, è dipeso dalle scelte politiche degli italiani.

Sezione Diritto pubblico

Costituzione italiana: articolo 6

Valeria Piergigli - Carocci, 2017 
 
Perché leggere la Costituzione italiana? E perché viene così spesso evocata nei dibattiti politici e citata sulle pagine dei giornali, a volte senza neanche essere ben conosciuta? Che cos'hanno di speciale i dodici articoli con cui si apre? I principi e i diritti fondamentali che vi sono enunciati sono viva realtà? Nel settantesimo anniversario della sua nascita, una serie di brevi volumi illustra la straordinaria ricchezza di motivi e implicazioni racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione ricostruendone la genesi ideale, ripercorrendo le tensioni del dibattito costituente, interrogandosi sulla loro effettiva applicazione e attualità. Di fronte ai mutamenti profondi e complessi della società contemporanea e alle nuove sfide che a essa si presentano quotidianamente, il principio della tutela delle minoranze linguistiche costituisce ancora uno dei pilastri dello Stato costituzionale democratico. Il richiamo a questo principio è infatti indispensabile per salvaguardare i valori della diversità e del pluralismo delle lingue e dei loro parlanti. Il volume analizza l'articolo 6 nella sua genesi storica, nel dibattito in Assemblea costituente, nella sua collocazione all'interno dei Principi fondamentali della carta costituzionale e nella concreta applicazione, alla luce sia della legislazione statale e regionale, sia dell'interpretazione offerta dalla Corte costituzionale. Infine viene inquadrato il dettato dell'articolo 6 nella cornice del diritto internazionale e comparato, anche al fine di evidenziare la sua attualità.